CASO PREVITI E QUELLO CHE SUSCITA IN NOI. Segue un commento di Panbagnato. Perché lo riporto qui, apparirà chiaro dopo averlo letto:
"Io trovo che non ci sia bisogno di conoscere alcun atto giudiziario in questo caso, nel senso che lo scandalo, ciò di cui indignarsi profondamente, comincia molto prima, ma quale "giudizio della folla", non cadiamo in queste trappole!: lo scandalo comincia per esempio dal fatto che uno, solo perché é miliardario (a proposito di costituzione sovietica...), possa permettersi che stuoli di suoi avvocati impegnino un tribunale in decine di ricorsi, controricorsi, appelli, istanze ecc. con il solo, dichiarato, scopo di intralciare il corso della giustizia, quando, oltretutto, questo qualcuno è incidentalmente parlamentare ed ex-ministro della repubblica (bell'esempio); comincia dal fatto che concetti come responsabilità politica, trasparenza dei comportamenti, standard etici rigorosi, concetti che dovrebbero informare il comportamento di chi gestisce la cosa pubblica, siano totalmente ignoti a chi comanda (non governa) questo Paese: che Previti per esempio sia un confesso evasore fiscale e trasportatore di capitali all'estero pare non importare a nessuno!!; comincia dall'insolenza e dall'arroganza senza vergogna con cui un primo ministro, e dietro di lui un intero governo fatto di ministri a libro-paga, utilizzino il parlamento per fare leggi su misura dei loro compari e insultino sistematicamente e pesantemente dei magistrati che palesemente, e oltretutto in totale silenzio e isolamento, fanno semplicemente il proprio dovere, ciò di cui tutti dovremmo essere loro grati, presentando questi stessi magistrati, con tutta la potenza dei mezzi mediatici a loro disposizione, come un problema che deve essere risolto una volta per tutte nell'interesse di tutti i cittadini!!! E noi non dovremmo prendere posizione??? La verità é che bisognerebbe prendere posizioni molto più nette e intransigenti"
Ringrazio e sottoscrivo.







storia, e c'è tutto il resto, c'è "il cinema". La storia è anche piccola, quella di Monty (Edward Norton), furbo bianco che si fa strada spacciando. La cornice è una bellissima New York, qulla ferita del dopo l'11 settembre. La musica è imponente, è forte quanto le immagini e alimentano una tensione, sottile, che è sempre presente. Il film ha un ritmo sincopato. Monty finisce nei guai, tradito, e non sa da chi. Cerca di capire e si rivolge ai suoi amici più fidati, quelli dell'infanzia; uno fa il professore al college, l'altro il trader di borsa (Philip Seymour Hoffman). Personaggi che parlano di New York e dell'america: personaggi lineari. Monty ha una ragazza stupenda, portoricana, che si chiama Naturelle (Rosario Dawson -grazie
sembrano piuttosto le parole di un Al Capone qualsiasi? E invece è il presidente del Consiglio! Secondo Silvio B. i giudici perseguitano lui e i suoi fedelissimi da quando è sceso in campo e bla bla bla. Invece,
vespa si occupa della Sars! Possibile che l'argomento non sia ritenuto degno di uno speciale? Non bisogna informare sull'accaduto, sull'accusa, sugli imputati? Su Silvio B. che è fuori per prescrizione? Sul fatto che l'avvocato P. era l'avvocato di Silvio B.? Niente! Mi torna in mente una sparatoria con morti alla quale ho assistito, a Cartagena, in Colombia, 1994. Panico, urla... calma. Sangue ovunque. Il giorno dopo nessuna notizia sui giornali, neanche il successivo. Una ragazza italiana con un piercing sulla lingua, uno smeraldo, qualche giorno dopo mi svela che il proprietario della discoteca, dell'albergo dove alloggio, della metà dei locali, delle radio e.. del giornale erano la STESSA persona! Tutto diventò chiaro. Preoccupante che mi torni in mente "questa" storia...
Roma, sotto un ponte. la mattina fa colazione e poi legge per un ora. Torna alla sua baracca umida, piena di libri. Dice: "la felicità è fatta da istanti, che ti permettono di andare avanti". Poi va a chiedere l'elemosina, si siede, legge. Berry gli chiede dell'atteggiamento delle persone che passano. Lui: "A volte ti senti invisibile... altri sono gentili, molti, nel volto sono infastiditi". Mi riconosco. Ditmar è un idealista, uno che si è nutrito di sogni. "La felicità è un bel libro... è quando mi innamoro, di qualcosa, di qualcuno..." Capacità di amare. Lui è speciale, lo capisci subito. Lui si sente un "fallito". Ditmar faceva i tarocchi nella bellissima Piazza Navona. Lì, un giorno, fa le carte a una turista tedesca: le chiede se sa cucire. Riconosce l'amore della sua vita. Finisce per sposarla, torna in Germania, da dove era scappato, prima che il muro fosse completamente alzato. "Se non posso dire vaffanculo, allora il sistema, per me, è già sbagliato", dice. Tre figli, anni di felicità. "Lei aveva un animo buono, puro", racconta. 1993. Anni di naziskin. Grande fermento nella società tedesca. C'è crisi economica, molti immigrati. Ditmar è un sognatore che da bambino giocava spesso da solo e dice: "io perdevo sempre, con me stesso...". Ditmar mette fuori della casa un cartello: "QUI ABITA UNA FAMIGLIA TEDESCA STRANIERA". Un grande, che non calcola i rischi. Per lui conta l'urlare quello che pensa. Una notte, i naziskin devastano la sua casa, a forza di molotov. Mogli e cinque figli muoiono. Porca puttana, mi dico. Sei un grande Ditmar. Ti abbraccio. Sei un grande davvero. Vado a dormire. Di più
provato a giocare a Monopoly con uno che vuole cambiare le regole mentre giocate? Con uno che non ci sta a perdere? Cosa succede in quel caso? Il gioco rischia spesso di andare a puttane. Ecco, 11 anni. Penso che questo paese non è ancora, per fortuna, il paese delle banane e, al momento, le regole tengono. Le regole sono fondamentali; non si tratta né di dx né di sx; senza regole il sistema va a puttane: questa è la cosa grave di questo governo e di chi lo presiede. Spero che questa sentenza sia il campanello che comincerà a svegliare qualche coscienza. Spero, ma io sono un inguaribile ottimista.
sorprese (Anderson si diverte a giocare con lo spettatore) alla fine del film, improvvisa. Barry (un grande Adam Sandler) è un personaggio inquieto, ha sette opprimenti sorelle e vende sturalavandini in una impresa propria. Compra tonnellate di budini da convertire in miglia aeree, anche se non ha mai volato. Barry ha crisi di pianto. Barry si confida e viene tradito. Chiama un telefono erotico, e come in un film dei fratelli Cohen, da un piccolo gesto, si scatena una storia stralunata. Barry dà spesso in escandescenze, ma è buono e anche fifone. Oggetti di ogni tipo cadono a terra con fragore. Barry si innamora. Barry aveva dovuto sganciare 500 dollari a quelli del telefono erotico, che lo ricattavano e lo spaventavano. In uno scontro con questi ultimi, Lena (Emily Watson), la sua ragazza, si fa male. In lui scatta una forza enorme. Rivuole indietro i suoi soldi. Barry si sfoga sfasciando finestre e bagni. Barry affronta il suo ricattatore e gli dice: "Ho l'amore dentro e quindi ho una forza che tu neanche immagini". Ma sono i dettagli che esaltano la storia: silenzi surreali, le musiche, giochi di colori, la luce, l'ironia che pervade il film. Assolutamente consigliato. **** 