DOLCE E SINCERA A. Trovo un brano nel quale è facile riconoscersi, se non oggi, ieri. Condivido con i passanti.
E' sera. All'orizzonte ogni luce fa correre il mio pensiero sull'immaginario filo di infinite esistenze che come me anche in questo momento non fanno nient'altro che vivere. Quante luci per illuminare semplicemente il nostro essere presenti! Ti domandi mai cosa staranno facendo in questo stesso istante i miliardi di persone che popolano questo pianeta? Nascono, muoiono, ridono, piangono, dormono, lavorano, parlano, scrivono, pensano, giocano, mangiano, bevono e fanno l'amore. E quante persone diverse potresti essere in un universo parallelo a questo? Infinite, quanti i miliardi di persone differenti che in questo istante nascono, muoiono, ridono, piangono, dormono, lavorano, parlano, scrivono, pensano, giocano, mangiano, bevono e fanno l'amore. Un'infinità, come le stelle del cielo che non conosci tutte perché non puoi vederle all'unisono, però sai che ci sono e sei tranquillo perché con la loro presenza riempiono il vuoto che altrimenti ci girerebbe intorno prendendosi gioco di noi e delle nostre stupide paure dell'ignoto. Ecco, così anche alle stelle ho assegnato un compito fra i tanti che toccano loro di diritto. Beh, hai ragione, forse è un compito un po' banale, ma è pur sempre un compito, non trovi anche tu? E il mio? C'è nebbia sul mio cammino, se ci penso. Forse dovrei fare come le mie spensierate coetanee, ma non mi riesce facilmente di essere ipocrita con me stessa e di soffocare i miei liberi pensieri. In fin dei conti se tutti avessimo la possibilità di pianificare le nostre esistenze non potremmo viverla questa vita avvolta dalle evanescenti nebbie del dubbio.