giovedì, ottobre 30, 2003

Appunti. (da "Una perfetta giornata perfetta", di Martin Page)

L'ufficio. [...] Grande palazzo di un grigio multinazionale. Con i suoi fogli di banconote e di azioni, vuole passare per una sorta di albero; le sue radici si sviluppano nel cervello di coloro che impressiona.

Prima l'aria serviva a respirare, il cibo a nutrirsi, le armi a uccidere. Oggi le armi sono diluite in un'aria e in un cibo che avvelenano. Il potere non ha più bisogno di fucili, di lager e di reticolati, nessun bisgno di carri armati: il totalitarismo è diluito nell'atmosfera e nella materia del nostro pensiero.

C'è una mancanza. Come se fossi amputato di cose che non esistono ancora. [...] Mi mancano persone che non conosco. So che un giorno le incontrerò, che saranno mie amiche, che amerò questa donna la cui impronta spettrale mi fluttua accanto.

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mercoledì, ottobre 29, 2003

Equilibri. Sono sempre difficili da raggiungere. Guardiamo le cose per schemi, utilizzando preconcetti e ci dimentichiamo di vedere quello che c'è di vero, di reale. Dimentichiamo la semplicità, l’origine. Un uomo che ruba una borsetta o spaccia marijuana, colto sul fatto, viene arrestato con cattive maniere. E’ un ladruncolo, un poveraccio. Lo si prende per i capelli, lo si manganella, lo si spinge, gli si sputa, gli si riserva la cella peggiore. Nessuno sembra stupirsi di quel trattamento. Evidentemente lo si approva.

L'uomo dal colletto bianco che truffa migliaia di famiglie riducendole sul lastrico è un "uomo d'affari indagato". Le viene inoltrato un avviso di garanzia e un invito a comparire. Se colto sul fatto, gli viene chiesto di accompagnare, gentilmente, il commissario. Sono due uomini, con storie diverse, che procurano un danno decisamente diverso.

Equilibri che non ci sono neanche a livello politico, dove la conoscenza, la cultura, dovrebbero garantire all'uomo deputato, ministro, giudice, capacità e lucidità nei giudizi. Eppure, non si fatica a pretendere il taglio delle spese per la scuola, le pensioni, la ricerca, l'università, i sussidi. Si fatica molto, invece, ad introdurre un emendamento che tassi del 3%, d'ora in poi, le pensioni al di sopra dei 200.000 euro.

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mercoledì, ottobre 29, 2003

Sottile. Il pensiero di un deputato leghista che in tv, a proposito delle ipotesi di funzionamento della magistratura europea dice qualcosa del tipo: "Attenzione! Questo sistema permetterebbe domani a un giudice inglese o tedesco di emettere un mandato di cattura su un cittadino italiano... e domani potrebbe trattarsi di un giudice sloveno o lettone....".

Sottile razzismo, condito di violenta ignoranza. O violenta ignoranza condita di razzismo?

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lunedì, ottobre 27, 2003

Cinema. Kill Bill (Volume I). Black mamba (Uma Thurman) è tumefatta, colpita, sanguinante; respira appena. Capitolo uno: 2. La musica mi avvolge. Mi tira per i capelli e mi porta dentro le immagini. Boom! Prima di accorgermene ho già saltato sulla sedia.  Una casetta da Barbie di dimensioni reali. Colori bellissimi, da asilo nido. La porta si apre. Inizia lo spettacolo. Black mamba era stata "uccisa" qualche anno prima. Si salva. Si sveglia dal coma e fa la lista della spesa. La "death list". Nella lista della vendetta c'è tutta la  "Deadly Viper Assassination Squad", a capo della quale c'è "Bill" (David Carradine). Flashback nel coma, il risveglio. Ding! Metallo nella testa di Black mamba. Un infermiere con 4 lettere tatuate su quattro dita (f u c k) organizza dei passatempi con Black mamba in coma. Arriva l'ultima volta. Black mamba è potenza e rabbia, è la vendetta fatta persona. Lo strumento della vendetta sarà l'acciaio di Hattori Hanzo, produttore di spade in pensione. L'incontro con Hattori Hanzo è tra i più belli del film. C'è ironia. C'è la musica. C'è sangue, tanto sangue. E' una giostra di immagini e emozioni. Eccesso. La numero due della lista è "O-Ren Ishii"  (Lucy Liu) detta Cottonmouth - "Mocassino Bagnato". Qui lo spettacolo raggiunge l'apice. Si combatte, si rimane increduli, si ride. La musica è incredibile, perfetta. Il Volume I finisce con la sfida finale tra Black mamba e O-Ren, nella cornice di una quieta nevicata, in un giardino giapponese. Spettacolare! Questo è cinema. ****

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lunedì, ottobre 27, 2003

Uvetta sultanina. Incidentalmente ho scoperto questo florido mercato. Ci deve essere da qualche parte un monopolista produttore di uvetta sultanina che ha trovato un accordo con i produttori di cereali. Provate a trovare al supermercato una scatola di cereali misti... dove NON sia presente l'uvetta sultanina! Disperato, leggevo frenetecimente gli ingredienti, guardavo le foto colorate sulle confexzioni... niente da fare. "Lei" c'è sempre! Sono condannato a pescarle nel latte e buttarle via.

 

 

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lunedì, ottobre 27, 2003

Crocifisso. Non si parla d'altro che del giudice che ha sentenziato di togliere il corcifisso dall'aula scolastica. Il gioco non ha altre uscite. Il rispetto della libertà individuale di ciascuno porta all'eliminazione di ogni simbolo religioso dalle pareti di una struttura pubblica. Non è pensabile riempire le pareti di simboli religiosi diversi che, in ogni caso, non rispetterebbero gli atei e gli agnostici. E' un giudice che ha scritto una sentenza di buon senso, quello di cui non c'è traccia in tante reazioni.

"Ad Adel Smith vogliamo dare anche il diritto di voto?" Francesco Storace. No amico, rimandiamolo a casa in nome della nostra civiltà.

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venerdì, ottobre 24, 2003

Destra e sinistra. "Se non sei di sinisrtra a 20 anni e di destra a 50, non hai capito niente della vita". Ennio Flaiano.

In attesa di capire se diventerò un conservatore a 50 anni... cosa dovrei pensare di chi già lo è a 20 anni?

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venerdì, ottobre 24, 2003

Sciopero generale. Se fai lo sciopero non muori. L'ho provato. Alla peggio ottieni qualche sguardo di disapprovazione/compassione da parte di qualche collega. In realtà lo sguardo che mi ha colpito si avvicina di più a quello di cui è oggetto una bestia da circo. Un misto tra sorpresa e schifiltosità nei confronti della bestia rara. Comunque sono sopravvissuto. Molta gente al corteo, 200 mila secondo gli organizzatori. Un flop secondo me. Anche se ho visto operai, anziani e qualche impiegatuzzo come me, il vero corteo era rappresentato da tutti coloro che al lavoro ci sono andati comunque. Quelli che dopotutto va bene così. Quelli che hanno preso la macchina, si sono infilati nella coda milanese, hanno reso il cielo più nero. Quelli che buttano la sigaretta o la cartaccia dal finestrino. Ecco, loro sì, erano un milione. Un ufficio, un computer, uno stipendio "che non mi posso lamentare". Erano loro il vero esercito, quello che difende questo governo, che difende questo sistema. Quelli che fanno dire al Presidente di Confindustria che "gli italiani dimostrano di essere più saggi di quanto non pensino i sindacati". Evidentemente va bene così.

Nota. Schiere di poliziotti in tenuta antisommossa presidiavano tesori della nostra civiltà: i McDonalds.

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giovedì, ottobre 23, 2003

Aperitivi furbetti. A Milano, città dell'aperitivo, i locali si specializzano e diventano più furbetti nel trovare sempre nuovi fantasiosi modi per limitare quello che la gente può mangiare:

  • Roialto. Le pietanze sono al banco, ma non ci sono i piattini. Ti costringono a stare in piedi se vuoi scegliere cosa mangiare. Mettono degli sgabelli con finti (?) clienti proprio di fronte al banco. Questa tecnica ti costringe ad infilare il braccio tra le facce di coppiette che amoreggiano. Può capitare, data la perizia richiesta, che una salsiccetta scivoli dallo stecchino sulla gonna di una fanciulla seduta al banco. Altrimenti ti puoi sedere, il cameriere indiano si avvicina, prende l'ordinazione, e insieme al tuo drink ti porta LUI il piattino con ciò che LUI decide mangerai.
  • Honky Tonk. Qui l'ambiente non è male, anche se, come in molti di questi locali, dove ci vai per passare un po' di tempo a chiacchierare con gli amici, la musica è troppo alta. Potrebbe essere una tecnica per far avvicinare le persone, creare "intimità". Per evitare che tu mangi troppo, qui la tecnica consiste nel darti sì il piattino, ma non la forchetta. Al suo posto ci sono piccolissimi stecchini e così, dopo qualche tentativo, ti stanchi di prendere mezzi pomodorini uno alla volta.

Continuerò a prendere appunti.

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giovedì, ottobre 23, 2003

Caccole. Al semaforo le persone sembrano amare scaccolarsi. Credo sia un modo, molto intimo, di rilassamento. Sccaccolandosi si torna bambini, ci si accarezza interiormente, si prova il gusto del "proibito", si ammazza il tempo. Credo che il problema maggiore sia questo: cosa fare con la pallina?

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martedì, ottobre 21, 2003

Fantasia al potere. A Silvio Banana puoi dire di tutto, salvo che non abbia fantasia. Anzi, lui è l'uomo che attraverso la fantasia e con buone capacità metaforiche, riesce ad abbindolarti, incantarti, convincerti. Una frase, uno slogan, una metafora... e tutto diventa semplice all'occhio dell'uomo qualunque. Ieri ha detto che sta per iniziare il secondo tempo della partita. Che il Governo finora ha giocato in difesa e che adesso (d'ora in poi...) giocherà all'attacco, vincendo con un consistente scarto di gol. Efficace no?

Una domandina al premier? Ma come mai vi siete difesi nel primo tempo se dall'altra parte non c'era la squadra avversaria? E soprattutto, i gol che farete, chi li piglierà nel… sacco?

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martedì, ottobre 21, 2003

Mignolo (storia per bambini).

La là la la là...uh, uuuuuu uòh!!. cantava Indice, fiero come sempre, con la sua solita aria d’importanza. D’altronde era sempre lui ad indicare la strada, a tutti. Insomma, diciamolo subito, il capo. Anche se non era il più forte, né il più grosso. E che possiamo farci. Dopotutto agli altri andava bene così.   Non si lamentavano neanche. Medio infatti passava per grosso e  (sperando che non ci senta) scemo, lo sapeva, ma non si mortificava più di tanto. Per questo lasciava fare e dire, consapevole della sua importanza niente lo toccava né lo turbava. Un comportamento invidiabile no? Eeehh! non curarsi di ciò che si pensa in giro sul proprio conto e vivere soddisfatti di ciò che si fa’, che è poi la cosa che più importava. Ed era proprio così anche per Medio. Che sogno. Ora però non diciamo più niente sul suo conto, se indaghiamo ancora su ciò che ci sembra essere Medio... sbaglieremmo di sicuro!. E gli altri? Beh, c’è  Anulare che è il più chiacchierone di tutti. L’unica cosa che lo rattrista è il ridicolo nome che gli hanno dato, anche se a dire il vero, non sempre gli dispiace, dopotutto è sempre molto fiero perché vuoi la moda, vuoi la tradizione, è spesso lui che porta i gioielli, ed essendo questa quasi un’esclusiva, se ne vanta. Semplice vero? Lui lo pensa e non lo dice, e gli altri lo sanno: che cosa inutile e faticosa sarebbe farglielo pesare!. Inoltre, che volete, c’è sempre quello più forte e non chiede mica il parere dei più deboli, tutt’altro!, decide e basta. Fa’ terrore a tutti: Pollice. Che nome possente, e poi a vederlo bene... quanta forza, quanta robustezza, tutti lo rispettano. Si sente indispensabile, e pensandoci bene, forse per questo è così distante dagli altri. Chissà se ne è felice. Nella nostra compagnia ce n’è rimasto un altro, piuttosto piccolo. Vediamo vediamo: chi è? Ma sì! Mignolo, timido come sempre. Lui è molto contento di quello che sa fare, ha solo un po’ di paura a dirlo. Infatti gli piaceva pensare che col passare degli anni sarebbe cresciuto e che, magari, un giorno potesse diventare il più alto e il più forte di tutti. Tristemente però, giorno dopo giorno, mentre cresceva, si sconsolava nel vedere i suoi amici crescere al suo pari. E’ la vita, pensò. 

L’esistenza di tutti loro proseguiva come quella di qualsiasi altra comunità. C’era chi guidava, c’era chi seguiva, c’era chi dissentiva. Poi non mancava chi credeva d'essere indispensabile e... chi era trascurato. Come in ogni comunità, dunque.

Le cose più belle sono quelle che però restano. Era molto bello lavorare insieme, spesso si costruivano cose veramente straordinarie, si trasformavano gli oggetti, si faceva della musica, si provavano delle piacevoli sensazioni... tranne che in alcune occasioni, come quando ci si scottava. Che imprudenti che erano questi uomini!. In tutti i modi, la cosa più grande, più straordinaria, quella che andava al di là d'ogni limite... sì, proprio così, era l’amore. Infatti loro erano tutti messaggeri d’amore. Ah!, come erano felici quando s'accarezzava, magari un bambino, oppure stringere orgogliosi una mano, un tenero pizzicotto, che gioia. Allora ci si dimenticava di tutto.  Purtroppo, tutta quest'armonia, come in ogni comunità dove appena s’insinua l’ombra cupa e malvagia dell’egoismo, comincia a sgretolarsi e, un po' alla volta s'aprono le porte ad altre ombre, altri sentimenti che spesso rischiano d'avere la meglio sull’amore. Questo finché non succede qualcosa che riesca a intenerire di nuovo i cuori di tutti, o almeno dei più. Qualcosa di simile capitò ai nostri amici.

La vita continuava. Il tempo, già, il tempo...proprio lui, come sempre, come da sempre, passava imperturbato, incurante di tutto e di tutti. Continuava a marciare, a scivolare via, tra un momento ed un altro, tra il lavoro, il riposo, i problemi, le delusioni..., uguale e imparziale, per ognuno di loro, per ognuno di noi. Ora però mi devo fermare e smettere di parlare del tempo, questo racconto dopotutto non lo riguarda direttamente, e poi potrebbero arrabbiarsi i nostri cinque protagonisti. Bene, mentre appunto il tempo (di nuovo!?) passava, consolidando attimo dopo attimo ogni situazione, stava succedendo qualcosa di assolutamente... normale!. C’era da lavorare, di forza questa volta. Bisognava trasportare qualcosa. Si trattava di un sacco o giù di lì, almeno era ciò che sembrava, o forse ne erano due. Infatti le dita non hanno occhi e possono solo sentire. Il punto è che era un peso enorme per i nostri fragili (tutto è relativo...) amici, la o le buste erano state fabbricate di un materiale ostile, liscio e tagliente, ma le sfide come si sa piacciono a tutti (più o meno) ed allora ecco come andarono le cose: subito Medio entrò in azione ed insieme ad Anulare e Indice e Pollice strinsero il peso inclemente delle buste. In principio tutto fu facile, ma la cosa cominciava a durare un po’ troppo a lungo. Tuttavia i nostri erano forti e sopportavano bene lo sforzo. Ad un certo istante però, il peso pur rimanendo lo stesso sembrò aumentare gradualmente, insieme con il dolore ed il sudore. C’era da resistere, tanto, come al solito, prima o poi tutto sarebbe finito, ma quando?. E poi, checché ne dicessero gli esseri umani, lasciarsi sfuggire quel peso sarebbe stata una sfida persa. Solo questo, ma pur sempre una sfida persa. Il limite era ormai vicinissimo, le piccolissime vene che caratterizzano i nostri amici sembravano scolpite, pronte a scoppiare, niente più si muoveva al loro interno e la busta cominciava a somigliare sempre più ad una lama, una lama che s'accingeva a fendere la carne. Intanto dall’alto non arrivava nessun segnale. Il dolore era ormai insopportabile ed il sudore rendeva tutto così difficile. Anche Pollice era stremato e forse sarebbe stato il primo a demordere. Ormai tutto era perso, stava per accadere, un attimo e paff!!, la busta con il suo peso scivolava via, veloce in direzione del suolo, pronta a portarsi via tutti gli sforzi, a seminare delusione e vincere senza pietà e senza colpa la sfida. C’era da  aspettare che l’impatto col suolo sancisse definitivamente la sconfitta...ma che succede!?, è sospesa per aria?!, no!, è appesa...sì, proprio così, è appesa  a lui, a lui, a quel moccioso...Mignolo!!, incredibile!. In un attimo dopo essere stato trascurato da tutti, (neppure uno aveva chiesto il suo aiuto), o forse nessuno ci aveva pensato, lui così piccolo... che cosa avrebbe potuto fare. Tutti questi pensieri scorrevano velocissimi e non c’era tempo da perdere, bisognava aiutarlo, e subito!. Dopo qualche momento tutto era passato. Il carico era salvo.

Questo avvenimento scosse la nostra comunità. Avevano scoperto un nuovo modo di intendere la convivenza. Da allora tennero tutti in molta considerazione le qualità degli altri, senza dimenticare le proprie. L’effetto come sempre non durò a lungo, ma quanto meno da quel momento nessuno dimenticò più né quanto avevano provato, né quanto fosse importante in una comunità ricordare sempre di esserlo.

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martedì, ottobre 21, 2003

Dialoghi con il diavolo.

- Diavolo, vado bene per l'inferno?
- Si. Sempre storto.

E.Flaiano.

Perché è così maledettamente affascinante la strada storta?


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lunedì, ottobre 20, 2003

Sociologi in 3 minuti. Volete imparare almeno il 50% dei perché il mondo va come va? Allora munitevi di cuffiette o accendete le casse del vostro pc. Ecco la migliore lezione di sociologia alla quale abbia mai assistito. Tanto istruttiva quanto divertente. Parola di g. Cliccate qui.

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lunedì, ottobre 20, 2003

L'economia secondo g. Ecco un breve sunto della mia teoria economica, quella che mi permetterà di guadagnare il Nobel. Vi dico subito che stando alla mia teoria, il mondo "avanzato" sta peggiorando. Ecco perché:

  • Le macchine e la tecnologia sostituiscono gli uomini. Questa, è una cosa buona. Le macchine liberano l'uomo. Le macchine creano ricchezza;
  • All'aumento della ricchezza dovrebbe accompagnarsi una ridistribuzione del reddito. E' qui che il sistema si sta inceppando;
  • Ridistribuire il reddito significa più tasse per chi il capitale lo accumula e molte più spese in scuola, ricerca, cultura, associazionismo, sanità, turismo, ambiente. Un sistema del genere, senza inefficienze dell'apparato pubblico, si autoalimenta, si auto rafforza. Una migliore distribuzione del reddito fa funzionare meglio il sistema.

Invece, il mondo sembra andare al contrario:

  • Il sistema finanziario internazionale preme su governi, parlamenti e istituzioni internazionali per salvaguardare se stesso. Paesi con i conti in ordine sono una garanzia di stabilità per il sistema finanziario internazionale;
  • Sono diventati tutti maniaci del bilancio (e questo non è un male), ma si taglia il Welfare: pensioni, sussidi, scuole, ospedali.

Il risultato è che il numero di poveri aumenta, le famiglie a reddito medio hanno meno da spendere... In Germania hanno appena deciso di tassare molto più duramente le pensioni per milioni di anziani. La cosa peggiore? E' che tutto il mondo sembra convinto di questa assurda ricetta. Ai paesi poveri, che non hanno ospedali e scuole vengono imposte diete finanziarie e di bilancio. Come si fa a imporre una dieta a un morto di fame?

Aderire allo sciopero del 24 ottobre, prego.

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venerdì, ottobre 17, 2003

Beerless.

Aiutate i senza birra.

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venerdì, ottobre 17, 2003

Come va il mondo. Per capire il senso più profondo delle cose a volte è sufficiente osservare un piccolo gesto. Un tale con l'aria seriosa si affaccia fuori dal proprio negozio di scarpe. Un immigrato sta lavandogli la vetrina. Acqua e sapone scivolano al suolo spinti dalla gravità. Le scarpe sono ordinatissime. Ciascuna la sua etichetta. Il prezzo. L'insegna è luccicante. Lui elegante. Il tale si guarda intorno, assorto nei suoi pensieri. Ultimo tiro di sigaretta. Con le dita catapulta il mozzicone in cielo. Parabola senza bersaglio. Lui si gira e rientra nel negozio. Rientra nel suo mondo. La strada è di tutti. La strada è di nessuno. Fanculo gli altri.

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venerdì, ottobre 17, 2003

Chi rifiuta il sogno deve masturbarsi con la realtà.

Ennio Flaiano.

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giovedì, ottobre 16, 2003

Forrest Gump. "La vita, diceva sempre mia madre, è come una scatola di cioccolatini. Non sai mai quello che ti può capitare".

Mi è appena tornata in mente questa frase di Forrest, all'apparenza banale. Mi è sempre piaciuta moltissimo. Attribuisco molta importanza al "caso". E la cosa mi affascina. Quanto pesa il caso arrivati al punto in cui siete oggi? Quante volte ha influito in una delle direzioni che avete preso?

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giovedì, ottobre 16, 2003
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giovedì, ottobre 16, 2003

Civiltà. Alla soglia di duemila anni dopo Cristo, nel 1994, la Convenzione dei diritti del fanciullo decise, dopo accese polemiche e trattative (!) che i minori sotto i 15 anni non potevano essere utilizzati in guerra. Nel 2000 la Convenzione sui diritti dell'infanzia ha stabilito la "soglia" a 18 anni. Ma, se "volontari" è possibile utilizzare i bambini nelle guerre se hanno compiuto 16 anni.

Che faccia hanno quelli che discutono queste norme?

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giovedì, ottobre 16, 2003

Qua la mano compare. Il gesto di stringersi la mano in segno di saluto ha origini medievali. Stava a significare che ci si avvicinava in termini amichevoli. Allungare la mano aperta e tesa dimostrava che non si stava impugnando un coltello.

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mercoledì, ottobre 15, 2003

Ambiguità. Ho sempre avuto un debole per i personaggi ambigui. Ho anche il vizio di schierarmi con chi viene accusato di qualcosa, soprattutto se questo qualcosa nasconde tanta ipocrisia, se non invidia. La storia è quella di Ezio Capizzano, professore di diritto all'Università di Camerino. E' in attesa di processo. L'accusa: concussione, corruzione, violenza sessuale. Era un professore famoso, studioso stimato, con tanto di 'corte' di portaborse e leccaculi specializzati. Cosa faceva? Non pretendo di saperne molto (chi sa dov'è la verità sui comportamenti umani.. mi faccia uno squillo!), ma Capizzano, dall'alto della sua posizione, ha sedotto molte donne, tra assistenti e studentesse. Ha anche registrato molti di quegli incontri, a suo dire normali, con tanto di paroline dolci e carezze. Ora, le storie e le cassette finiranno in tribunale. Lui ha scritto anche un libro. Ora vive da solo, la moglie lo ha lasciato (che altro poteva fare? il buffo è che forse lei lo sapeva e lo sopportava, fintantoché i panni si lavavano in casa...). Lui si difende, dicendo che non ha mai barattato niente, non ha mai promosso chi non lo meritava, nonostante le raccomandazioni arrivassero da "Procura, Arma dei carabinieri, ministri compresi...". Ridere o piangere? Se Capizzano ha fatto lo stronzo con qualche animo debole... una condanna la merita. Tutto il resto mi fa molto divertire: l'ipocrisia di tanti e tante che lo accusano (magari dopo essersi riconosciuti nelle videocassette), un processo grottesco che porterà in piazza molti nomi, per la gioia degli amanti del pettegolezzo, nonché tutti gli moralmente irreprensibili personaggi che possono aver gravitato intorno a una storia come questa. Per saperne di più.

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mercoledì, ottobre 15, 2003

Dove sono i veri pazzi? Mi diverte molto leggere la seguente notiziola (rubata a Cac@o): "Un anziano signore e' riuscito a rapinare una banca di piazza Santa Maria Maggiore, a Roma. Armato di un coltello da cucina si e' fatto consegnare 700 euro e poi e' scappato a bordo di una FIAT 500."  Penso all' Iraq e sono felice che l'anziano signore l'abbia scampata.

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mercoledì, ottobre 15, 2003

Spam. E' tutta la posta spazzatura che riceviamo nella casella e-mail. Oggi ricevo un e-mail Spam che pubblicizza un software anti-spam.

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