venerdì, novembre 28, 2003

Zatoichi. Un viandante, tra villaggi rurali di un Giappone immerso nel suo ottocento. Lui è cieco, ha un bastone. Passo che sembra incerto. Falsa vulnerabilità. Una maschera che attira come una calamita l'attenzione. Tutto gira intorno a lui. Un bambino gli ruba il suo bastone, per due soldi, che mai avrà. Il viandante fa presto giustizia. Gesti improvvisi e veloci, implacabili. Senti di volerlo accompagnare, di essere insieme a lui, lungo la strada. Strada piena di malvagità. Di chi uccide una famiglia, facendo due orfanelle che sogneranno la vendetta. Il passo  lento, le battaglie improvvise. L'ironia è dietro l'angolo, la danza è dietro l'angolo, il dolore e la giustizia dietro l'angolo. Presto capisci che è una fiaba, che quel cieco biondo, il viandante, è il tuo eroe, il tuo protettore. Si torna bambini, e si tifa per lui: Zatoichi, che gioca, che vendica, che si diverte, che dona. Sorpresa finale e poco dopo, il bel finale. Imperdibile.

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venerdì, novembre 28, 2003

Semaforo. Piove. Si accende l'omino verde. Vado. Incrocio un viso sotto un cappuccio. Scruto. Strappato dalla realtà. La metropoli pesantissima, per un attimo si dissolve, la dimentico. Un viso. Nell'aria soffocata da fumi e rumori si apre la sua voce sinuosa, chiara. Una canzone: lei sta cantando. Un istante. Tutto è già passato. La città ritorna.

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mercoledì, novembre 26, 2003

Avanti tutta. Stamattina sul giornale leggo che ieri il Sismi aveva avvertito le autorità sulla possibilità di attentati nelle metropolitane di Milano e Roma. Si è pensato di chiudere i Metrò ma alla fine si è optato per un rafforzamento (!) della vigilanza.

Ora mi spiego perché ho visto finanzieri nei sotterranei della metropolitana. Ringrazio chi non mi ha avvertito del rischio corso. Nel frattempo Bush ha approvato, sempre ieri, il bilancio per la difesa dell'anno prossimo: 400 miliardi di dollari. Una cifra che supera il PIL della Russia. E poi mi vengono a parlare di riforma delle pensioni, ticket sanitari, aiuti alla scuola privata. Avanti così. Diamo ancora fiducia a chi sta costruendo oggi questo bellissimo mondo. Un mondo di amore e pace, dei buoni e dei giusti, nel nome di Dio. Vero Bush? Vero Blair? Vero Bondi? Vero Schifani? Vero Berlusca?

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martedì, novembre 25, 2003

Buona notizia. Franco Zeffirelli potrà, forse, con la nuova legge sul condono edilizio, sanare la sua villa di 14.000 metri quadrati edificata su suolo demaniale. Dopo 7 richieste di condono sempre respinte, Zeffirelli stavolta sembra ottimista. Il giornalista gli fa notare che il testo che sta per essere approvato potrebbe di nuovo tagliare fuori la sua villa dalla possibilità di un condono. Ma lui risponde: - "Credo che la faccenda sarà superata. Certissimamente superata". Altrimenti le amicizie a che servono? Il vostro panettiere di fiducia vi abbuona qualche spicciolo? Gli amici di Zeffirelli gli abbuonano qualche metro cubo..

Finale cinematografico (non poteva mancare). Il giornalista chiede: "Maestro, la sua dimora di Positano è un po' abusiva". Il Maestro: -"Qualunque abuso sia stato commesso è sempre stato contenuto nelle regole, nelle norme". E poi dicono che Zeffirelli non ha talento...

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martedì, novembre 25, 2003

Informazione. L'apparecchio televisivo a casa mia c'è. A volte lo accendo pure. Domenica incrocio un frammento di TG. TG5 per l'esattezza. Prima serata. Si raccontava della zuffa verbale tra Sabina Guzzanti e Giuliano Ferrara. L'uno dà dell'ignorante all'altra, la quale risponde con un "uno - due" niente male: "ciccione" e "fetecchia". Il TG5 riproponeva la registrazione del programma L'infedele di Gad Lerner. Lo scambio di insulti era avvenuto lì. Aveva cominciato Ferrara, definendo la Guzzanti una teppistella ignorantella prima che Sabina potesse aprire bocca. Mi ha sorpreso rivedere la cosa al TG della sera. Dov'è la notizia? Mi chiedevo. Poi, la telecronista dice: "Passiamo alla prossima notizia. Sport: vediamo subito le immagini della rissa in campo tra i giocatori di Lazio e Perugia". E allora ho capito.

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martedì, novembre 25, 2003
Edicola. Questa settimana ci trovate Zelig di Woody Allen e Ecce Bombo di Nanni Moretti (con L'esprsso). Bella combinazione.
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martedì, novembre 25, 2003

Costatazione. Su Internazionale di questa settimana c'è un bel articolo-inchiesta sulla situazione attuale in Iraq. La cosa più evidente è l'intreccio di interessi che stanno dietro all'affare Iraq. Difficile farsi un idea precisa, se non quella di riconoscere la pochezza degli uomini. Uomini che in nome di interessi personali o di gruppo calpestano diritti e vite. E' così, c'è poco da fare. A tutti i livelli, con poche eccezioni. Ma forse, qualcosa è possibile fare. Bisogna mettere al riparo la democrazia dalla pochezza degli uomini. Come? Se l'uomo è basso e cinico, allora bisogna che leggi e giustizia funzionino. Bisogna difendere ovunque questo pilastro. Basta? No, bisogna che chi ci governa sia controllato, che sia possibile mandare a casa i parlamenti, i governi. Basta? No, per mandare a casa i parlamenti ci vuole consapevolezza. Ci vuole spazio per le opinioni di tutti. Si chiama libertà di informazione. In poche righe, non ho fatto altro che citare i pilastri fondamentali della democrazia. In Italia come siamo messi al riguardo?

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venerdì, novembre 21, 2003

Chi siete? "La democrazia bisogna esportarla anche con la guerra, se necessario". "I terroristi non ci fanno paura". "Il terrorismo è il nemico del XXI secolo." Questo è quanto di meglio hanno da dire i leaders di due dei paesi più potenti sulla terra. Gerogino Bush e Tony Blair. Nessuna autocritica,  nessuna pausa di riflessione sui rapporti tra nord e sud del mondo. Niente. Avanti così. Facciamo diventare il mondo una bella polveriera.

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giovedì, novembre 20, 2003

L'ultima notte (di Gabriele Romagnoli).

Leòn aveva fatto il pieno di inquietudini e presagi: Riad, Nassirya, Istanbul e What's Next. Si era convinto che il mondo stesse per finire. Pensò a quel che aveva ancora voglia di fare, prima del congedo. Guardò la sua agenda: chi desiderava rivedere? Quando stava perdendo la speranza, si fermò alla lettera V: Vìvian. Si erano visti per sei (sette?) anni, on and off. Qualche on, lunghi off. Poi, quasi buio. Lui si era disperso in Australia, lei viveva a Londra, possibilmente felice. Leòn le scrisse da un cellulare: "Vediamoci per l'ultima notte". Si aspettava: "Troppo tardi". Ricevette: "Ok, ma decido io dove". "Attendo istruzioni".

Una settimana dopo atterrava a Heatrow. Lei aveva portato un paio di occhiali da rocciatore neri e un walkman. Gli coprì occhi e orecchie. Lo imbarcò per Chissadove, guidandolo come un cieco annegato dentro i Radiohead. Leòn percepì l'atterraggio (volo breve), il pullman, il traghetto. Non capiva la lingua, aveva freddo. Fu condotto in stanza, gli furono tolti occhiali e cuffie. Vide la notte ai vetri, l'ultima. Pensò soltanto, come spesso, a fare l'amore.

Si svegliò molto più tardi, ma era ancora notte, Vìvian lo riprese dentro di sé prima che avesse tempo di controllare l'orologio. Rifece l'amore, ridormì. Credette di essere in un sogno: sembrano settimane, ma sono soltanto secondi.

"Dove siamo?", chiese dopo un mese, o un minuto.
"Alle Lofoten, in Norvegia - rispose lei - La notte è appena cominciata. Abbiamo ancora cinque mesi prima che finisca".

Lui dimenticò il lavoro, lasciò scadere gli impegni e perfino le SkyMiles accumulate.

Cinque mesi (o minuti) più tardi, si svegliò sentendo la voce di Vìvian al telefono. Parlava in inglese, come in una vecchia canzone dei Pooh. Diceva a qualcuno a Londra che la ricerca sulle pulcinelle di mare era finita e stava tornando a casa. Leòn finse di dormire per non vederla infilarsi nello spiraglio della prima luce. Rimasto solo, si alzò e andò alla finestra. Vìvian camminava senza voltarsi. Leòn non soffrì, non più: ognuno ha un solo possibile destino e "se nulla dura, neanche la fine allora". Albeggiava. Se anche il mondo aveva i giorni contati, restava un sacco di tempo. 
 
Lo spunto per queste righe viene da "Fare l'amore", Jean-Philippe Toussaint, Nottetempo editore.

Bello no? Romagnoli lo trovate tutti i giorni (o quasi) qui.




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mercoledì, novembre 19, 2003

Fatto! Raiot è stato sospeso. Bisogna tutelare la Rai dalle azioni legali Mediaset. Questa la spigazione (ne serviva una). Se volete protestare concretamente, è possibile firmare un appello online, qui.

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mercoledì, novembre 19, 2003
Musica. Lost dogs - Pearl Jam. Se volete leggere una recensione, la trovate qui.
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mercoledì, novembre 19, 2003

Sabina Guzzanti e Raiot. Intanto grazie a Skywalker che mi ha segnalato dove scaricare i file della trasmissione e così ho potuto vederla anche io. Se ve la siete persa, scaricatevela qui (indispensabile una connessione veloce a Internet). Niente da dire, Sabina Guzzanti è bravissima e incazzatissima. Tantissima ottima satira, acidissima. Ma come poteva essere altrimenti? Ormai non c'è spazio che per "l'Italia dell'amore e del giusto" e non per "l'Italia dell'odio" (parole di Sandro Bondi, Forza italia). Hanno tutto il potere e hanno il terrore dei comici! Hanno il terrore di chiunque possa far pensare il telespettatore. Solo "brrrrrr!!!" posso aggiungere.

Intanto, oggi il gran consiglio della Rai si riunisce per decidere se tagliare o meno il programma. In pratica non avrebbero mai voluto mandarlo in onda (Silvio si indispettisce) e ora devono decidere se affrontare le accuse di censura (pubblico, stampa, associazione consumatori, ecc.) o affrontare le ire del Premier. Ormai in Italia non abbiamo più un presidente del consiglio, ma un Signore, il suo feudo e i suoi vassalli.

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martedì, novembre 18, 2003

Un mondo migliore. Bush  si reca oggi a Londra per una visita di 4 giorni. Mobilitati 140.000 uomini di Scotland Yard, 700 uomini dei servizi segreti americani, 20 auto blindate nel corteo di sicurezza, tra cui 6 Cadillac da 3 milioni di Euro l'una, uno squadrone di F3 della Royal Air Force. Tutto questo per garantire la sicurezza del presidente, il quale indosserà un giubotto antiproiettile, giorno e notte. 

Ma il mondo ora non doveva essere più sicuro? O dobbiamo esportare ancora altra democrazia e libertà direttamente dal produttore al consumatore?

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martedì, novembre 18, 2003

L'amministratore delegato. Ricevo un e-mail (come tutti i dipendenti della mia società) dall'amministratore delegato dove invita me e tutti i dipendenti, in memoria delle vittime di Nassirya, a rispettare un minuto di silenzio, alle 11:30, in concomitanza con l'inizio dei funerali. Stamattina scopro che non c'è lo sciopero dei mezzi "in rispetto dei morti di Nassirya".

Perché noi italiani riusciamo a rendere tutto così grottesco?

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martedì, novembre 18, 2003

Schemi mentali e sogni. Credo che poche cose come la timidizza siano capaci i uccidere i sogni. Se guardi chi ti circonda aldilà della persona che è, rischi di farti influenzare da ciò che non conta. Non badate mai alle "posizioni", allo status. Purtroppo, da piccolo mi insegnavano ad alzarmi quando un adulto entrava in classe. Il risultato è che oggi mi aspetto che chi ricopre una posizione importante nella società sia anche una brava persona. Stiglitz (Nobel per l'economia), raconta di come quelli del Fondo monetario internazionale, passando di paese in paese a propinare la loro ricetta economica, fatta di sacrifici, una volta si presentarono in una nazione consegnando un rapporto (diagnosi e prognosi) con scritto in calce il nome di un' altra nazione. Come il Governatore della Sardegna che presentava ali elettori il programma scritto da Formigoni per la Lombardia, con su scritto ancora, Lombardia. Si tratta di persone, come tutti noi. Mio padre parlerebbe allo stesso modo con un barista o con un Ministro. Con naturalezza. Eppure, quante volte ci fermiamo davanti a un' istituzione...? Gli schemi mentali sono barriere artificiali, niente più. E i sogni non devono conoscere barriera alcuna.

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martedì, novembre 18, 2003

Cinema. Paris, Dabar. Si, una gara come la Paris Dakar. Ma qui non siamo a Parigi e non si arriverà a Dakar. Siamo a Bologna, quartiere Pratello. Si sta organizzando una gara, la Paris Dabar, appunto. Vince chi beve di più senza sfarsi, senza stracciare (=vomitare). Comincio a conoscere i personaggi. Tutti verissimi, lontani dalla “normalità” che ci circonda e che non esiste, quella che ci propone la TV, i giornali, l'apparenza. E’ un viaggio in compagnia dell’umanità di un quartiere. E’ genere umano. Zani partecipa alla gara da casa. Non può farsi vedere in giro. Ci andrebbe, ma è in mutua. Riceve gli amici a casa e tra una canna e l’altra offre la sua compagnia, ma nessuna soluzione. Agli amici basta. Trippo. Un bisonte buono, sfatto ma lucido quando si tratta di parlare della sua etica. Lui è cattolico ma è ateo. E' buono ma cattivo. Fa la carità, il bene, ma non crede in Dio. Ha la sua etica. Tutto il resto può andare a fare in culo, per lui. C’è Letizia. E’ grassa e cerca l’amore negli schiaffi del suo ragazzo. Regge benissimo l’alcol. C’è Osvaldo, quello che ha detto che “non puoi farti tutte le donne del mondo… ma almeno bisogna provarci.” Poi ci sono i bar, gli abitanti del quartiere. La gara. C’è il Pappa, assetato di vittoria. Si gira intorno a quattro bar. Ci sono le regole. 4-5 bevute in ogni bar. Il Pappa “triplica” gli avversari. Sarà il primo a cadere. Un vero straccio sbattuto su una sedia. Si passa di bar in bar. Il premio è una notte con un trans, Luna. Scene rubate a una gara vera. A pezzi di umanità veri. C’è poco cinema e tanto racconto. Un tale viene raccolto in bagno. E’ a terra. “Ma questo non doveva essere uno dei più forti…?” "Cazzo! Si è pure cagato addosso!” "Ma no… bisogna mantenere un certo limite…" dice Trippo, appena dopo essersi pippato una striscia di cocaina. Si finisce tutti ubriachi, qualcuno all’ospedale, qualcuno sfatto per strada. Una banda di paese. Atmosfere felliniane. Un film che racconta dal basso, con immagini e suoni sporchi. Telecamere che seguono da vicino un gioco liberatorio.  Una festa di quartiere, lontano dalla normalità. Vicinissimo alla normalità.

http://www.parisdabar.com

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lunedì, novembre 17, 2003

Satira. Purtroppo non ho visto il programma della Guzzanti, ieri. Allucinante che per decidere se mandarlo in onda o meno si siano scomodati ministri e forse presidenti del consiglio... Per uno spazio, che potrebbe anche e solo diventare la foglia di fico per il centrodestra... e invece, si scatena il putiferio! Allergia verso i non allineati? Palinsesti della TV pubblica pieni di tette - culi - D'eusanio, Isole di famosi, letterine, gente urlante... una vera montagna di porcherie. E poi? Si mette in discussione un programma di satira che va in onda a mezzanotte su Rai Tre? Stiamo messi malissimo. Ma veramente male. Il paese delle libertà.

Domanda. Perché è accaduto tutto questo? Risposta: perché "il capo" ha detto no e l'ha fatto sapere. Non ci sono altre spiegazioni dopo che il programma era stato presentato una settimana prima alla stampa e celebrato dal direttore di Rai 3, che poi, Sabato, sembrerebbe aver avuto una crisi di coscienza. Forse Domenica ne ha avuta un'altra... per fortuna.

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sabato, novembre 15, 2003

Normalità. Tutti sembrano aborrirla. Nessuno che voglia essere "da meno". Da meno di cosa, non lo so. Il sistema più diffuso è quello di fare cose trendy, alla moda, vestire con abiti firmati. Apparire qualcosa. E' la ricerca di una personalità dall'esterno. Forse si diventa non normali, speciali, solo se ci si nutre di vita. Bisognerebbe mangiare e bere vita, in tutte le forme che ci suggerisce l'istinto. Arrivati ad un certo punto, la ricerca del "non essere da meno" diviene inutile.

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sabato, novembre 15, 2003

Buca delle lettere. Quando ci trovo della pubblicità la infilo nella cassetta del vicino. Siccome con il DDL di Fini uno spinello è sufficiente per andare in galera, ho deciso di confessare tutti i miei piccoli reati quotidiani. Parliamo di cose della stessa gravità. Ecco allora la mia prima confessione. Infilo la pubblicità nella buca del vicino.

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venerdì, novembre 14, 2003

Gente di un certo livello. A volte ti sforzi di non dare giudizi sommari sulle persone. Non giudicare con superficialità una persona. Non fermarsi al primo impatto. Ora, io, un tipo come "L'avvocato Taormina" (immagino sia ormai un marchio registrato), un tipo con quella faccia... be', faccio fatica a digerirlo, ma non lo conosco e così non posso trarre conclusioni. Oggi, "L.A.T", mi dà una mano. "L.A.T", non accorgendosi della presenza di qualche spia comunista nei dintorni si è lasciato sfuggire un pensiero, un sentimento, nei confronti del giudice Carfi (quello che ha condannato Previti a 11 anni, da qualche tempo ricoverato in ospedale). Ecco il pensierino di "L.A.T" mentre parlava con un conoscente nei corridoi del tribunale: - Il giudice Carfi è morto? E il conoscente: - "No". "L.A.T" - "Che peccato...". 

Credo sia il caso di rispolverare una battuta di Luttazzi su Previti, applicabile anche al buon "L.A.T": La prima volta che ho visto Previti in tv, ho pensato: ‘Santo cielo! Questo se lo tagli in due, entrambe le metà sopravvivono!’.

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giovedì, novembre 13, 2003

La Florida d'Europa. Il progetto del governo Berlusconi che metteva "al centro" del programma elettorale (come tutto il resto) lo sviluppo turistico del Sud procede a vele spiegate. Con una decisione veloce e indolore sono stati stanziati circa 85 mila metri cubi per il SUD. Questi metri cubi sono destinati a un paesino in particolare: Scanzano Ionico. Luogo di mare non troppo famoso, ora potrà vantarsi a livello internazionale di possedere ben 85 mila metri cubi. I metri cubi, avranno effetti per migliaia di anni! L'impatto mediatico dell'operazione “Florida d'Europa” comincerà presto a farsi sentire. Chi non vorrà scendere giù per la penisola italica, laddove si custodiscono 85 metri cubi? 85 mila metri cubi di… scorie nucleari! Non c'è che dire... mi mancano le parole... come dire? Un provvedimento che è una bomba!

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giovedì, novembre 13, 2003

I ragazzi di Nassiriya. (di GINO STRADA, sul Manifesto)

Ho lasciato l'Afghanistan pochi giorni fa. Quando sono partito, Fahim Khan era agonizzante nel reparto di rianimazione. Diciannove anni, dilaniato da una bomba non lontano dal palazzo reale di Kabul, mentre stava tentando di rimettere a posto la propria casa danneggiata dai bombardamenti. Sono partito con negli occhi il padre di Fahim, seduto a fianco del figlio in silenziosa disperazione. Fahim e suo padre mi sono tornati in mente ieri mattina, quando il responsabile di Emergency mi ha chiamato da Baghdad per dirmi della strage di Nassiriya. Altri ragazzi come Fahim, fatti a pezzi da un'altra esplosione. Ragazzi italiani. Ho pensato ai loro padri, lontani migliaia di chilometri, che forse non vedranno neppure i resti dei propri figli. «Nessuno è così pazzo da preferire la guerra alla pace: in tempo di pace sono i figli a seppellire i padri; con la guerra tocca ai padri di seppellire i figli» scriveva Erodoto nel quinto secolo prima di Cristo. La follia della guerra è tutta qui: qualche decina di ragazzi si sono svegliati ieri mattina in Iraq, e ieri sera non sono andati a letto, non ci sono più. Hanno iniziato il grande sonno, come altri milioni di ragazzi prima di loro, in Afghanistan e in Cecenia, in Congo e in Kosovo e nei mille luoghi di violenza del nostro pianeta: sottratti alla vita non da un male incurabile ma dalla volontà e per opera di altri esseri umani. Ogni volta che la guerra si porta via una vita umana è una sconfitta, per tutti, perché ha perso l'umanità, perché si è persa umanità. Il rispetto per i morti, per il dolore dei loro congiunti può e deve provocare una riflessione di tutti, anziché la polemica di alcuni. Dobbiamo tutti prendere atto che si è al di fuori della ragione, ogni volta che i rapporti tra esseri umani si esercitano con la forza, con le armi, con l'uccisione. L'umanità potrà avere un futuro solo se verrà messa al bando la guerra, se la guerra diventerà un tabù, schifoso e rivoltante per la coscienza e per la ragione.

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giovedì, novembre 13, 2003

Si può fare. Si può governare bene. Succede in Brasile (da Cacao): Il presidente brasiliano Ignacio Lula da Silva ha lanciato la campagna "Elettricità per tutti", all'interno del piano "Fame zero". Obiettivo dell'iniziativa e' portare l'energia elettrica ai 12 milioni di abitanti che ancora ne sono privi.

Lula renderà più forte il Brasile e spero questo tipo di buon governo diventerà contagioso in tutto il Sud america. In Colombia, a Bogotà, il candidato della sinistra è diventato sindaco. Non è tanto il fatto che sia di sinistra, quanto il fatto che si tratta di uno venuto dalle favelas e che a forza di libri e lotte sociali è passato dai campi da golf, dove faceva il cameriere dei potenti, alla guida dell città. Il suo modello? Lula!

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giovedì, novembre 13, 2003

Italioti. La macchina dei carabinieri procede maledettamente lenta in mezzo alla strada. Non la sorpasso. Sono vigliacco; non si sa mai. Il semaforo diventa arancione. Non farebbe in tempo a passare. Accelera e passa, con il rosso. Io rimango fregato, ero dietro e mi fermo. Il carabiniere passa perché sa che nessuno gli farà una multa, che non rischia niente, lui. Approfitta della sua posizione. Si sente certamente "furbo". Io non l'ho sorpassato per timore di rimetterci qualcosa. E' la nostra piccola indole. D'altronde siamo un popolo che ha bisogno di una legge che ci imponga l'uso delle cinture. Siamo mammoni, lo Stato mamma deve badare a noi, salvo poi lamentarcene, con la stessa ingratitudine che rivolgevamo alla mamma quando non ci piaceva la cena.

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mercoledì, novembre 12, 2003

Italiani caduti in Iraq. Prima o poi doveva accadere. E' la cosa più banale da dire. Tempo fa discutevo con una amica. Io credevo che fosse giusto andare laggiù ad aiutare gli Iracheni, lei mi diceva che era solo un aiuto non dovuto agli americani, era solo raccogliere la loro merda. Lei aveva ragione. Non ci si doveva sporcare le mani. E' giustissimo aiutare l'Iraq, la popolazione finita sotto la pioggia di bombe "intelligenti". Ma non è giusto aiutare gli USA, se non si condividevano le ragioni della guerra. Di questa guerra sappiamo solo che fu decisa senza VERI e tantomeno giustificati motivi. Hanno raccontato frottole (ed è stato provato) e si sono fatti la loro guerra. L'unica possibile deduzione è che i VERI motivi erano altri, magari solo disegni "strategici" sul futuro del mondo nelle menti di un manipolo di bugiardi, di un manipolo di persone che della parola DEMOCRAZIA certamente si fanno beffe. Ai loro occhi siamo solo poveri idioti. Se solo fossimo un po' più consapevoli...

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