venerdì, marzo 31, 2006
La storia di Ulisse. Parte 1, Parte 2, Parte 3
Buon fine settimana.
venerdì, marzo 31, 2006
Silvio fuori tempo massimo si mette a cavalcare risultati strordinari (!) della nostra economia. E cioè:
- Aumenti dei dividendi medi distribuiti dalle società quotate del 3,6% Grazie! i monopoli dei soliti noti come fanno a non fare utili anche grazie alle non politiche del governo?
- L'esportazioni verso i paesi dell'est sono aumentate del 100% rispetto al 2001 grazie alla simpatia del premier! Fa la statistica rispetto a 5 anni fa! E perché non rispetto al 1989?
Silvio è sempre avanti. Il più grande ciarlatano del mondo.
venerdì, marzo 31, 2006
Negli ultimi due o tre giorni avrò sentito almeno 5 persone che parlavano di Berlusconi. Per strada, sul bus, al bar. Tutte ne parlavano male: è fuso, è fuori di melone, è andato...
E siamo a Milano.
venerdì, marzo 31, 2006
Questo è un film da campagna elettorale. Un film politico. Non credo piaccia a chi ama Moretti. Il film è rivolto a chi in questi anni non si fosse reso conto di quale personaggio ambiguo e poco raccomandabile sia Berlusconi. Niente illazioni. Tutto molto chiaro, basato su quello che di Mr.B si sa. Se sposterà voti, li sposterà a sinistra, non a destra.
A quelli di sinistra non dice molto di nuovo. Anche la storia mi sembra, nella sua normalità (una famiglia che divorzia, gli omossessuali che dopotutto sono umani), voler rassicurare quelli che stanno dall'altra parte. Bello il finale. Uno scongiuro.
venerdì, marzo 24, 2006
Ecco le quote dei bookmaker inglesi aggiornate. Scommettendo 10 € sull' uno o sull' altro guadagnereste (€ netti):
SportingOdds
Prodi : 1,67
Berlusconi: 28
Paddypower
Prodi : 2,86
Berlusconi: 22,50
Betfair
Prodi : 2,70
Berlusconi: 32,30
Seguo con attenzione l'evolversi della "situazione bookmakers" perché li trovo molto più attendibili dei sondaggi dell'uno o dell'altro.
venerdì, marzo 24, 2006
Trovo sul blog di Grillo pubblicata una lettera di Mauro Gallegati. Uno, se non il migliore, insegnante mai avuto all'università. Ai tempi insegnava un semestre in California, con colleghi come Stiglitz, poi Nobel per l'economia, e un semestre alla D'Annunzio, a Pescara.
Potrei annoiarvi per ore su quanto apprezzassi Gallegati. Vi consiglio invece di leggere la sua lettera sul blog di Grillo a proposito dei dati sulla disoccupazione sbandierati trionfalmente dall'attuale governo.
Vi anticipo solo una cosa. Sapete di quanto diminuiscono le probabilità di avere un figlio se la possibile futura madre è precaria? Di dieci volte. D i e c i volte. Queste, Maroni, ministro del Welfare le definisce "astrazioni statistiche".
Pagherei per tornare a frequentare un' aula con Mauro Gallegati in cattedra. Credetemi, un vero piacere le sue lezioni di economia piene zeppe di esempi concreti, aneddoti, ironia.
Ricordo la prima lezione. Mauro dice: "non vi preoccupate per le difficoltà della materia. Vi spiegherò tutto come se avessi di fronte tanti Emilio Fede e Sandra Milo" :)
P.S. Il suo corso diventò in fretta uno dei più affollati. Anche di gente che non doveva fare l'esame con lui.
domenica, marzo 19, 2006
Find me guilty (Prova a incastrarmi). Con voglia di vedermi un film leggero, magari in grado di divertirmi un po', pesco questo "Prova a incastrarmi".
Si tratta della ricostruzione, basata sulle testimonianze, del più lungo processo di mafia nella storia americana. Il processo fu vissuto ai tempi come oggi si vivono i reality show. Purtroppo mi sono trovato anche nella veste di "responsabile" nella scelta del film con qualche amico. Conclusione: buttati via sette euri.
Jackie (Vin Diesel) è il centro e unico protagonista del film. L'italo americano mafioso che tutti abbiamo stampato in testa. E' anche simpatico, a suo modo sensibile, molto legato alla famiglia, al punto di perdonare il cugino dopo che quest'ultimo prova ad ammazzarlo.
Purtroppo il film non decolla mai, ma si "chiude" dentro a un tribunale e non ne viene più fuori. Comincia la cronaca del processo, con Jackie che opta per difendersi da solo e che promette chissà quali colpi di scena. Non accade nulla. O succede esasttamente quello che con sforzo nullo potevi aspettarti. Niente di più. Racconto piatto. Sembra abbiano fatto fatica a trovare situazioni o battute divertenti, aldilà dagli stereotipi sugli italo americani. I personaggi sono troppo convenzionali: il procuratore, i secondini, i galeotti, gli imputati, il giudice. Il film diventa inutile.
Unica nota positiva: Vin Diesel è perfetto nella parte. That's all.
domenica, marzo 19, 2006
Ne ho comprate sette. Non c'erano le vongole. Olio abbondante. Qualche spicchio d'aglio a dorare. Aggiunta di mazzancolle fresche, debitamente incise sul dorso. Girate una, due, tre volte. Aggiunta di vino bianco. Nel frattempo l'acqua bolle. Quindi aggiunta di alcuni pomodorini una volta che il vino ha quasi finito di evaporare. Fuoco basso. Un po' di sale. Dentro le linguine, rigorosamente Del Verde (vanno bene anche De Cecco o quelle del Cavalier Cocco). Gran finale. Linguine scolate e unite al sughetto. Abondate spruzzata di prezzemolo fresco e un filo generoso di olio extravergine d'oliva. Servire. Tirare fuori dal frigo la bottiglia di vino bianco.
Ottimo piatto, anche se mi sarebbe piaciuto aggiungerci qualche vongola o cozza. Sarà per la prossima.
Tempo di preparazione: 20 minuti.
venerdì, marzo 17, 2006
Qui a Milano ieri la fiaccolata contro i violenti di Sabato scorso. Manifesti, ovunque, di Forza Italia: "Basta No Global", con una foto dei disordini sullo sfondo.
Mi chiedo che significa? Che i no global andrebbero espulsi? Bruciati? Esiliati? Non lo so, semplicemente "Basta", a prescindere dal fatto che al governo ci sono loro.
Anche io, mi adeguo, e mi creo qualche slogan:
Basta povertà!
Basta pioggia la domenica e i festivi!
Basta tristezza!
Basta!
mercoledì, marzo 15, 2006
e dunque per chi dovrei votare?
mercoledì, marzo 15, 2006
Ieri a guardare il duello TV ero anche io nervoso. Ecco i miei due cents sull'argomento.
Nessuno si ricorderà degli argomenti trattati. Quello che contava era ciò che l'uno o l'altro avrebbero trasmesso agli indecisi. Il risultato per me è stato sorprendente. Silvio era nervoso, in difficoltà anche dialettica e ha finito come un cane bastonato, dispiaciuto perché per colpa di queste "regole" non aveva potuto bla bla. Prodi, talvolta impacciato, talvolta buttando via assist serviti su piatti di argento, è parso molto più sereno, fiducioso, positivo.
Ora anche io sono più fiducioso.
venerdì, marzo 10, 2006
A una settimana dal voto tutti i sondaggi erano concordi: i due schieramenti erano in perfetta parità. Non un voto di differenza. Era accaduto dopo che tutti gli indecisi avevano fatto la loro scelta. Tutti, tranne uno: Ago Della Bilancia. Si trattava di un uomo di Roma, di quarant'anni. Non era sposato perché non aveva saputo mai capire chi amava e se amava. Non aveva figli perché, pensava, non avrebbe saputo come allevarli. Nè come chiamarli. Di lavoro faceva il giornalista, specializzato in interviste: una posizione che gli consentiva di fare domande, evitando di dare risposte.
La sua cruciale identità venne scoperta. La campagna elettorale subì una svolta. Nei manifesti si passò a un tu confidenziale e si affrontarono problemi specifici, che alla massa parvero poco comprensibili. "Una multa perché non hai mai pagato il canone Rai? No grazie". "Mutui a tassi superagevolati per chi sta comprando un attichetto a via Panisperna 93". " Più diritti ai bisessuali" (nell'indecisione, ovviamente provava un po' di qua e un po' di là).
Al dibattito finale fra i due candidati premier fu indicato lui per fare le domande, a reti unificate. Cinquanta milioni di spettatori osservarono perplessi gli uomini che avrebbero dovuto guidare il Paese promettere una tv al plasma gigante o una fornitura vitalizia di salumi all'insipido giornalista che non riusciva a decidersi che cosa chiedere loro in cambio di quel piccolo, decisivo segno a matita.
Il giorno delle elezioni tutti gli addetti agli exit poll erano fuori dalla sezione 0831 dove Ago votava. Ma lui non si presentò. La consultazione si avviava inesorabilmente al pareggio. Corsero a casa sua. Suonarono. Aprì il padre: Peso Della Bilancia. Alle sue spalle le decine di post it su cui Ago aveva annotato pro e contro senza arrivare a una scelta. Peso si scostò mostrando il cadavere del figlio, che aveva soffocato con un cuscino. Non sembrava avere rimorsi. Dichiarò: "Io non ho studiato, leggo poco i giornali e la tv la prendo a calci. Ma se dopo questi cinque anni uno è indeciso, chiunque sia, va eliminato". [via Navi in bottiglia]
giovedì, marzo 09, 2006
Silvio dovrebbe essere fermato dal garante della Privacy. E' uno spammatore. Infatti, le sue "keywords" sono le parole Libertà e Democrazia. Le ripete in continuazione. E' come il sito che vende scope che per attrarre potenziali clienti riempie le proprie pagine di parole fuorvianti "scopate, scopare, ecc". per farsi trovare (inutilmente) da chi su Google cerca altro.
Silviolo, che calpesta ogni istituzione e regola democratica, si riempie la bocca di libertà e democrazia. Spam.
mercoledì, marzo 08, 2006
Ecco le nuove quotazioni, a distanza di una settimana. Oggi, scommetendo da Paddypower (bookmaker Irlandese) 10 Euro sulla vittoria di Prodi o Berlusconi guadagnereste (netto):
Prodi 2,86 €
Berlusconi 22,50 €
mercoledì, marzo 08, 2006
Ci metti sempre minuti e minuti a sgrovigliarli mentre ti chiedi come diavolo si siano aggrovigliati in quel modo. Mi aspetto che la scienza un giorno ce lo spieghi.
lunedì, marzo 06, 2006
Lasciare, dopo l'ordinazione, una copia del menù sul tavolo. Si risparmierebbero minuti preziosi. Niente più caccia all'attenzione del sempre sfuggente cameriere. Eliminazione di viaggi a vuoto da parte dello stesso. Ristoranti, forza.
lunedì, marzo 06, 2006
Ieri scendiamo a prendere una pizza sotto casa. Un ristorante pizzeria gestio da cinesi. Il locale si chiama "Il Moro 1". Prima di andare via mi danno il bigliettino da visita. Sfondo rosso, con la testa di un Moro di profilo. In alto il nome del ristorante: "Il Molo 1". Con la elle.
lunedì, marzo 06, 2006
Molti i ristoranti cinesi che si sono riciclati come giapponesi. Alcuni si definiscono sfacciatamente "cinese-giapponese". D'altronde mi è capitato mille volte sentire che tanto "cinesi.. giapponesi.. è lo stesso..no?"
Bravi i cinesi, grandissimi commercianti. Capiscono che il sushi è diventato di moda e si adeguano. Ne viene fuori un ristorante trendy ("mangiamo sushi stasera?") a prezzi accettabili. E' la stessa filosofia che ha decretato il successo di Zara. Trendy, qualità tra lo scadente e la sufficienza, alla portata di tutti, soprattutto di chi non vuole sentirsi escluso.