Finito di leggere nel fine settimana "The Corporation", libro dal quale poi e' stato tratto l'omonimo documentario (che ora
voglio vedere). Ecco in 5 punti il "mio libro" e poi una cartolina tratta dal libro:
- Le "corporation" (o multinazionali) sono diventati negli ultimi 30 anni colossi difficili da governare, grazie anche alla globalizzazione: alcune di loro hanno fatturati che superano quelli di molte nazioni;
- Sono considerate entita' giuridiche (come se fossero persone) dietro alle quali si possono scatenare i peggiori istinti famelici di chi quei mostri conduce: tutto in nome del profitto tanto poi e' difficile trovare i responsabili dietro a quella maschera;
- Nel gioco del mercato conta il risultato, si deve vincere, restare a galla, uccidere l'azienda nemica: le leggi volte a proteggere persone, ambiente o l'interesse generale sono marginali rispetto al gioco tra questi colossi; sono in gioco i dividendi degli azionisti, gli stipendi dei CEO, l'ego di chi porta a casa i risultati;
- Le corporation tendono a non rispettare le regole (la legge) anche perche' sanno che i loro avversari (altre corporation) se possono, non le rispetteranno: si comportano come colui che decide di barare perche' sa che l'altro bara;
- E' sempre piu' pesante l'influenza che le corporation hanno sulla politica (cioe' su chi scrive le leggi che le riguardano): assistiamo a un involuzione della domocrazia che sta tornando, nella pratica, al voto per censo; piu' soldi hai, piu' conti in parlamento.
Gli ultimi 2 punti sono i piu' importanti perche fotografano il fatto che il comportamaento naturale delle corporation non tiene conto di interessi diversi dal profitto, nonche' quanto oggi la politica sia distante dalle "persone comuni" (per usare un espressione usata di recente da Alessia Marcuzzi, nota soubrette televisiva). Il nocciolo della perversione salta all'occhio: conflitto d'interessi (suona familiare?). Finche' la politica viaggera' a braccetto con il mondo degli affari (che la finazia) c'e' poco da sperare che scelte nell'interesse generale verranno mai prese.
Cartolina:
Bolivia. Lo stato privatizza su suggerimento della Banca mondiale la gestione dell'acquoa di una vasta zona rurale. Una corporation ne prende la gestione. I prezzi triplicano. Il servizio e' praticamente lo stesso. La comunita' si arrangia con pozzi o fiumi. Attivita' presto tassate e quindi proibite (!). Vedi alla voce "Conflitto d'interessi". Aumentano le proteste che culminano con una vera rivolta "sedata" dalla polizia che spara sulla folla! E qui il poliziotto pagato miseramente dal governo boliviano diventa l'inconsapevole braccio armato di poteri e interessi ben distanti da lui e dai fratelli che ha appena ammazzato.
voglio vedere). Ecco in 5 punti il "mio libro" e poi una cartolina tratta dal libro:- Le "corporation" (o multinazionali) sono diventati negli ultimi 30 anni colossi difficili da governare, grazie anche alla globalizzazione: alcune di loro hanno fatturati che superano quelli di molte nazioni;
- Sono considerate entita' giuridiche (come se fossero persone) dietro alle quali si possono scatenare i peggiori istinti famelici di chi quei mostri conduce: tutto in nome del profitto tanto poi e' difficile trovare i responsabili dietro a quella maschera;
- Nel gioco del mercato conta il risultato, si deve vincere, restare a galla, uccidere l'azienda nemica: le leggi volte a proteggere persone, ambiente o l'interesse generale sono marginali rispetto al gioco tra questi colossi; sono in gioco i dividendi degli azionisti, gli stipendi dei CEO, l'ego di chi porta a casa i risultati;
- Le corporation tendono a non rispettare le regole (la legge) anche perche' sanno che i loro avversari (altre corporation) se possono, non le rispetteranno: si comportano come colui che decide di barare perche' sa che l'altro bara;
- E' sempre piu' pesante l'influenza che le corporation hanno sulla politica (cioe' su chi scrive le leggi che le riguardano): assistiamo a un involuzione della domocrazia che sta tornando, nella pratica, al voto per censo; piu' soldi hai, piu' conti in parlamento.
Gli ultimi 2 punti sono i piu' importanti perche fotografano il fatto che il comportamaento naturale delle corporation non tiene conto di interessi diversi dal profitto, nonche' quanto oggi la politica sia distante dalle "persone comuni" (per usare un espressione usata di recente da Alessia Marcuzzi, nota soubrette televisiva). Il nocciolo della perversione salta all'occhio: conflitto d'interessi (suona familiare?). Finche' la politica viaggera' a braccetto con il mondo degli affari (che la finazia) c'e' poco da sperare che scelte nell'interesse generale verranno mai prese.
Cartolina:
Bolivia. Lo stato privatizza su suggerimento della Banca mondiale la gestione dell'acquoa di una vasta zona rurale. Una corporation ne prende la gestione. I prezzi triplicano. Il servizio e' praticamente lo stesso. La comunita' si arrangia con pozzi o fiumi. Attivita' presto tassate e quindi proibite (!). Vedi alla voce "Conflitto d'interessi". Aumentano le proteste che culminano con una vera rivolta "sedata" dalla polizia che spara sulla folla! E qui il poliziotto pagato miseramente dal governo boliviano diventa l'inconsapevole braccio armato di poteri e interessi ben distanti da lui e dai fratelli che ha appena ammazzato.






