venerdì, settembre 30, 2005
L'amico Hugh, compagno di banco qui al lavoro si e' preso una vacanza dalla quale e' tornato da poco. Ed e' ripartito. E' stato in Venezuela, colpa anche mia, a Caracas, a  imparare lo spagnolo. E' tornato meravigliato dalla rilassatezza dei venezuelani. Mi ha detto che non si sarebbe piu' preoccupato per stupidita' quaotidiane, come il traffico, gli "impegni" e altre stressanti pensieri del vivere metropolitano. Dai venezuelani ha imparato a prendersela "con calma". Mi ha detto che non sa se tornera' a vivere a Dublino. Non e' piu' come prima. Fino a pochi anni addietro c'erano molti meno soldi, ma la gente era piu' vera. Ci si aiutava, si era piu' rilassati nell'accettare il proprio destino, era piu' semplice trovare gente autentica. Poi, dice Hugh, sono arrivati i soldi, le macchine, le invidie, l'apparire. E non e' piu' come prima. Ora Hugh e' partito per la Cina, dove passera' sei mesi, quindi andra' in Australia, per altri tre mesi. E' un'abitudine estranea a noi italiani, quella di prendersi, a un certo punto della propria vita, un anno sabbatico e dedicarlo a viaggiare e lavorare all'estero.

Ieri e' venuto il proprietario dell'agenzia che gestisce l'appartamento dove vivo. Ce ne andiamo da Dublino ed e' passato a controllare per ridarci il deposito. Ci ha chiesto se il "palazzo e' peggiorato" negli ultimi mesi. Infatti. Ci ha detto che deve essere perche' ormai "ci sono troppi stranieri". Ho pensato che fosse un atteggiamento snob. Appena un paese diventa un po' ricco comincia ad avere la puzza sotto il naso. E. mi ricorda invece che fino a pochi anni fa l'Irlanda era si povera, ma non conosceva la piccola criminalita'. I soldi irlandesi hanno attirato l'immigrazione massiccia degli ultimi anni. E le parole di Hugh mi sono tornate piu' chiare.

Tra pochi giorni saluto Dublino. Prima lascero' un post che serva ai tanti che arrivano qui cercando informazioni su questa pazza citta'.
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venerdì, settembre 23, 2005
kisd dublinE' una delle cose che non dimentichero' di questa citta'. Non appena ti allontani dal centro ti ritrovi in strade che appartengono a quartieri, ormai abbracciati dalla citta', ma con una identita' propria. Vedi in questi quartieri bambini che giocano con qualsiasi cosa. Sono tanti e sono soli. Non vedi "grandi" a sorvegliarli. Al massimo e' quello che ha 10 anni che si prende cura dei piu' piccoli. Continuano a giocare, indifferenti alle macchine, ai rumori di una grande citta'. Forse fino a pochi anni fa le macchine erano una rarita' e i genitori li lasciano "andare a giocare" dimenticandosi che ormai il progresso e' arrivato anche nel loro quartiere.




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lunedì, luglio 04, 2005
Ritagliare un cartoncino rettangolare di colore verde; appiccicarlo su un cartone piu' grande di colore bianco. Ecco, questo e' quanto avrei fatto a 10 anni per rappresentare un campo di calcio nella mia lezioni di "arti manuali". Vivevo in Venezuela ai tempi.

Prendere un pennarello bianco. Disegnare un campo di calcio su un grande cartone verde. Ecco come lo farebbe oggi, qui in Irlanda, un ragazzino di 10 anni.

Sabato ho giocato a calcio su un campo di calcio verde. Ma non era un campo di calcio ma un disegno sul verde. Era un campo di calcio inconsapevole di esserlo perche' era gia'  li' prima di diventarlo, per noi.

A un certo punto mi sembrava di essere su una nuvola, verde.
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lunedì, maggio 16, 2005
Nella periferia di Dublino vedi spesso gruppi di ragazzini in tuta. Quasi sempre il tipo di tuta acetato e quasi sempre bianche e blu. Hanno lo stesso taglio di capelli. Cortissimi.Una frangetta bella dritta. Spesso sono gialli arancioni rossi e tonalità vicine. Sono sempre intenti a smontare o distruggere qualcosa. Un parchimetro, un segnale stradale,  fate voi. Più raramente giocano con una palla. Ti stupisci perché sono piccoli. Intorno ai 10 anni. Hanno sguardi duri. Di chi sa il fatto proprio. Mai qualcuno a controllarli. Impensabile in Italia, credo. E. li definisce ratti. Per come li vedi in giro e per come stanno nella strada la definizione è perfetta. Ma in questo caso, alla vista, risultano simpatici.
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giovedì, maggio 05, 2005
Le ragazze di Dublino amano la coda di cavallo. Un giro in centro e sono frequenti quasi quanto i pub.







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lunedì, aprile 25, 2005
Gli orientali raccolgono i bicchieri.
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lunedì, aprile 18, 2005
Il responsabile della mensa, grazie alle cui razioni quale sto dimagrendo, per giustificare la sua congenita tirchieria, ha messo un cartellino a lato della cassa: "Non piu' di due tovaglioli a testa: sii ecologicamente responsabile".
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giovedì, marzo 17, 2005

Oggi qui è la festa di San Patrizio, che sta agli irlandesi come San Gennaro ai napoletani. Sono le 8.30. Mi è passato il sonno e non so perchè. Il cielo è grigio e la speranza è che non piova. Mi munirò di fotocamera digitale e cercherò di farvi un reportage.

Giorni fa alla radio discutevano sugli orari da far rispettare ai pub. Qualcuno li voleva chiusi, tanto sarebbe il disastro di gente sfasciata in ogni angolo della città, ubriachi incontenibili capaci di qualsiasi sconcezza. Ma è una festa e dunque non vedo il motivo di tali imbarazzi. Se sopravvivo... vi racconterò :)

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venerdì, marzo 11, 2005
Succede che a mensa vedi un tale che davanti a te si accinge a pagare il suo pranzo. La cassiera batte i tasti. Sul vassoio due fette di pane integrale, due confezioni di burro monoporzione, una busta di patatine, una coca cola e una barretta di Mars, che doveva essere il dessert.
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giovedì, aprile 29, 2004

Entro in libreria. Mi serve un dizionario che contenga le parole che trovo sul libricino che sto leggendo e che il mio attuale dizionarietto italiano-inglese non contiene. Ho le cuffiette. Trovo quello che mi serve. Vado alla cassa. Mi impacchettano il dizionario come si fa normalmente con il pane. Pago. Traffico, O'Connel street, centro di Dublino. Un sussulto! Mi sveglio. Apro lo zainetto. Il dizionario impacchettato non c'e'. Dove sono stato dal momento che ho pagato fino ad ora? Blackout. Torno di corsa dalla cassiera. Dalla mia bocca esce qualcosa come "I think that I leave my..." Lei si volta, prende il pacchetto e me lo porge. Lo guardo. Scritto con una penna, leggo sulla carta da pane: "Left behind. 28/04/04, 4.37 pm". Left behind... ecco come si dice...

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mercoledì, aprile 28, 2004

In Irlanda si mangiano tante patate quanto si beve Guinness. E si beve tanta Guinness quanta il corpo ne può assumere a prescindere dal conto in banca. Infatti la gente qui si indebita con facilità. La patata è stata introdotta in Europa dalle americhe, nel '500. In Italia la gente risparmia e ha paura del futuro. Qui c'è stata la carestia (non c'erano più patate da mangiare), migliaia di morti. Qui come in Sudamerica ci si preoccupa dell'oggi. Anzi, non si pensa a domani e non ci si preoccupa affatto. Patate, Guinness, Sudamerica, Irlandesi, Italiani. Antropologia. Sarà.

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mercoledì, aprile 21, 2004

Alla ricerca ancora di una stabilita' apparente. Oggi e' la mia terza settimana irlandese. Sono appena tornato dal bighellonare in un grande magazzino. Ci ho trovato calzini di lana e costumi da bagno. Rispecchisa il mutevole cielo irlandese. La gente sembra avere l'hobby dello shopping. Qui si che l'economia gira. Conosco una ragazza spagnola. Ha trovato casa. Dopo un giorno. L'ho incrociata ieri. Ha trovato lavoro. Cameriera nel bar di una grande libreria. Velocita'. Ai bancomat c'e' sempre la fila. Mi dicono che qui non si risparmia nulla. Si beve. Imparo "detti" dublinesi. "Non portare mai la tua ragazza al Pub. Qualcuno potrebbe pensare che preferisci le donne alla Guinness". Penuria assoluta di prodotti italiani. E si, io la pasta De Cecco o Del Verde la voglio anche qui. Citta' piena di italiani. E spagnoli e francesei e.. si prevedono orde dall'Est a partire dal primo maggio. Parlano, quasi tutti, un pessimo inglese. La luce a Dublino in certi momenti e' spettacolare. Deve esserci una spiegazione scientifica. Dublino di notte guadagna molto, in fascino. Mi chiedo se mettere il maglioncino sotto la giacca. Esco, e incrocio ragazzi in T-shirt. Incrocio la mia prima merda di cane su un marciapiedi. I cani irlandesi devono essere piu' educati di quelli milanesi.

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mercoledì, aprile 14, 2004

Sono i famosi bus a due piani che ci piacciono tanto. Nei doubledeck puoi riconoscere gli stranieri. Sono quelli che cercano sempre di andare al secondo piano e prendere la prima fila. Come ai concerti. 

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giovedì, aprile 08, 2004

Finiscono i tovaglioli. La signora, sempre gentilissima, si alza, entra nel bagno adiacente e torna con un rotolo di carta igienica che posa delicatamente sul tavolo. Abbiamo finito i tovaglioli, dice. Una ragazza che sputa per strada. Un autista di autobus che sembra non curarsi del pedone sulle strisce: lui ha il verde e quindi ha diritto di passare. Un altro autista di autobus che si accorge del mio disorientamento, nota che non c'e' piu' nessuno sull'autobus e decide di accompagnarmi a casa.

Non e' posto per le mezze misure, Dublino.

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domenica, aprile 04, 2004

Docce. E' la pioggia di Dublino. Arriva in ogni condizione di tempo. Sottile, leggera, breve. Docce, appunto, le chiamano. Quasi nessuno usa l'ombrello. Anche perche'  spesso c'e' anche vento..tanto da rompere qualsiasi ombrello, rendendolo inutile.

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sabato, aprile 03, 2004
Ho trovato una bottiglia di Montepulciano d'Abruzzo. Sull'etichetta, la marca e' "Canaletto". E va bene. In Abruzzo non esiste alcun produttore con questo nome. Poi, una foto del Canal grande. Che in efetti a Pescara sarebbe una vera attrazione.
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venerdì, aprile 02, 2004

Quando le persone scendono dall'autobus dicono sempre "grazie" al conducente. Molti i negozi di musica. Qui le facce, i pub e la birra sembrano potersi sposare solo con la musica folk irlandese, di cui gli irlandesi fanno molto consumo (musica). Da qui il dubbio: e' nata prima la musica o la birra? Ho sentito una suoneria fatta di note folk irlandesi. Divertente. E' come se in Italia qualcuno mettesse nel telefonino una Mazurca. Un tale in bicicletta mi chiede se puo' essermi di aiuto. Io stavo semplicemente guardando la mappa, bighellonando per la citta'. Una signora mi racconta che LORO hanno problemi con gli immigrati. Soprattutto con i romeni, albanesi ecc. Rubano. Un discorso troppo lungo. Non replico, il mio inglese non mi permetterebbe di esprimere concetti. Ogni mondo e' paese. Ansia di possedere questa lingua.

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giovedì, aprile 01, 2004

Brevi notizie. Im questo blog di me non parlo quasi mai, se non indirettamente. Capitemi, in questo momento, non posso che scrivere delle prime impressioni "irlandesi". Intanto, queste parole sono carissime... 1 ora di Internet cafe' se la fanno pagare 3,5 €... Mi piace l'aria.. sembra di essere in mare aperto... e infatti questa e' un isola. L'alcool non deve essere uno scherzo.. si vedono in giro molte persone che denotano problemi con nel rapporto con lo stesso. Dublino e' relativamente piccola, ma il centro sembra stressato come quello di Milano. Credo pero' che alle 5 siano tutti fuori. E non e' poco. Gli irlandesi devono sognare molto spiagge e luoghi esotici.. e' pieno di posti dove vendono solo valigie! Ah, stamattina leggendo un giornale mi sono stropicciato gli occhi quando ho visto scritto "exponential growth". Anche qui ci sono i giornalisti cialtroni (vedi mio posto precedente). Alla prosssima e saluti a Berlusconi!

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