lunedì, maggio 19, 2008
Sto leggendo "The Logic of Life", interessante libro di un economista che applica alla vita di tutti i giorni gli strumenti propri della scienza economica.

Un risultato poco sorprendente (per me) è che le nazioni e le città che più rapidamente crescono (culturalmenbte ed economicamente) sono quelle più aperte alle culture e razze diverse.

Mi vengono in mente Dublino, Londra, Barcellona e New York. New York foino all'11 Settembre, sembra.

Infatti oggi leggo Romagnoli (dopo tanto) che tratta lo stesso argomento:

The Visitor

Vado in un cinema del Lower East Side a vedere

PUBBLICITA' PROGRESSO: "The Visitor", che un distributore italiano lo prenda e lo mandi in sala, non farà soldi, ma del bene a chi lo vede.

E' un piccolo, delizioso film sulla scoperta, non lo scontro, di civiltà. Racconta di un professore americano anziano e senza più scopo nella vita, vedovo, svogliato e incapace di imparare a suonare il piano. Per un caso nella sua vita entra un immigrato palestinese vivace, fidanzatao, suonatore di bongos. Gli insegna la sua povera arte, gli trasmette un po' del suo entusiasmo.

Poi accade che, a un controllo nella metropolitana, venga fuori che il palestinese non è in regola. Lo arrestano, lo detengono, alla fine lo deportano.
"Dopo l'11 settembre è così che vanno le cose", dice.

Lo dice anche la nicaraguense che fa la manicure e sta a New York da 15 anni, i primi 4 illegalmente: "Ora me lo sognerei, di potermi rifare una vita qui"
Lo dicono in tanti: è così.
Ed è altrettanto vero che da quando è meno aperta e multirazziale New York è in decadenza, l'America è in decadenza.

Ma laggiù vi entusiasmate per la linea dura contro gli immigrati. Inclusi voi che avete votato pd, un partito che sta delegando l'opposizione a Zapatero.

Diciassette anni fa, al primo impiego, fui assunto da un giornale del Nord-Ovest. Al primo giorno, nei corridoi, un collega mi disse serio: "Che cazzo sei venuto dall'Emilia a rubarci posti di lavoro?".

Sono stato un visitor, poi mi sono deportato da solo.
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categoria:societa, economia
domenica, aprile 29, 2007
Negli ultimi mesi due ricerche mi hanno colpito per l'indifferenza con cui sono state accolte.

1. E' stato provato scientificamente che le affinità di coppia suggerite dall'oroscopo sono solo fuffa. L'oroscopo è fuffa.

Giornali e tele giornali presunti seri e meno seri continueranno a dedicarci grandissimo spazio. Tanto è solo un gioco, si dice.

2. L'Eurispes ha messo nero su bianco come gli italiani si siano impoveriti. Ormai, il costo del lavoro nell'europa dei 12 è più basso solo in Portogallo. Siamo più poveri!

No, quella sensazione che provavi "non arrivo alla fine del mese", non era un illusione, non era colpa tua... è che oggi sei statisticamente piùpovero di 5-6 anni fa... ti senti meglio ora?

Qualcuno lo fa presente al Governo e a Montezemolo?
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categoria:economia
venerdì, marzo 24, 2006
Trovo sul blog di Grillo pubblicata una lettera di Mauro Gallegati. Uno, se non il migliore, insegnante mai avuto all'università. Ai tempi insegnava un semestre in California, con colleghi come Stiglitz, poi Nobel per l'economia, e un semestre alla D'Annunzio, a Pescara.

Potrei annoiarvi per ore su quanto apprezzassi Gallegati. Vi consiglio invece di leggere la sua lettera sul blog di Grillo a proposito dei dati sulla disoccupazione sbandierati trionfalmente dall'attuale governo.

Vi anticipo solo una cosa. Sapete di quanto diminuiscono le probabilità di avere un figlio se la possibile futura madre è precaria? Di dieci volte.  D i e c i volte. Queste, Maroni, ministro del Welfare le definisce "astrazioni statistiche".

Pagherei per tornare a frequentare un' aula con Mauro Gallegati in cattedra. Credetemi, un vero piacere le sue lezioni di economia piene zeppe di esempi concreti, aneddoti, ironia.

Ricordo la prima lezione. Mauro dice: "non vi preoccupate per le difficoltà della materia. Vi spiegherò tutto come se avessi di fronte tanti Emilio Fede e Sandra Milo" :)

P.S. Il suo corso diventò in fretta uno dei più affollati. Anche di gente che non doveva fare l'esame con lui.
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categoria:politica, societa, storie, economia, idee, berlusconi
martedì, gennaio 31, 2006
Luca mi racconta di lavorare per una società di "body rental". E' la prima volta che ne sento parlare.  "Affitto di corpi". E così la società affitta il corpo di Luca, laureato in economia, all'azienda che ne fa richiesta.

E tutti convinti questi anni che bisognava studiare e coltivare la mente. No, per sopravvivere oggi bisogna avere il fisico. Vedi alla voce letterine, calciatori, attori, figaccioni, modelle, bellocci, eccetera. Anche una faccia di culo aiuta, però.
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categoria:societa, storie, economia
domenica, gennaio 29, 2006
Sfogliando l'ultima classifica 2005 delle 500 aziende europee a maggiore crescita nei settori Tecnologia, Media & Telecomunicazioni (sto cercando lavoro, ndg) ho trovato 0 (zero!) aziende italiane. Oh mamma...
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categoria:economia, internet
giovedì, gennaio 26, 2006
A guardare la pubblicità in TV le macchine in Italia costano davvero poco. 49, 89, 99 euro al mese. Non dicono più quanto costa, ma quanto devi pagare al mese. Siamo ormai considerati un popolo di poveracci che compra solo a rate. Se poi non puoi pagare ti rateizzano pure il debito.
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categoria:societa, economia, marketing
lunedì, gennaio 09, 2006
Fidel ha trasformato l economia cubana. Dalla spremitura della canna da zucchero dalla quale otteneva zucchero, guarapo e Ron, ora e´ passato alla spremitura del turista dal quale ottiene euri, dollari, franchi svizzeri ecc.
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categoria:societa, economia
giovedì, novembre 17, 2005

Fare il bagno davanti al nuovo hootel "Villa Caribe" a Punto Fijo costa 60.000 Bolivares, il 15% di uno stipendio minimo. Ti danno un ombrellone, una sedia, l'uso dei bagni e del whisky.

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categoria:societa, venezuela, economia, marketing
venerdì, settembre 09, 2005
Da un po' penso a stilare una lista di 5 indici che sostituiscano definitivamente il PIL. Cos'e' il PIL? E' la statistica dei polli di Trilussa! Al suo posto ci vorrebbe invece una bella tabellina che i giornali e le TV possano mostrarci ogni mese al posto  dei  ridicoli +0.3% o -0.1% del PIL. Servirebbe una tabellina che ci dica, in cinque variazioni percentuali:

  •   di quanto sono diminuiti i poveri (o di quanto miglioriamo nella distribuzione del reddito);
  •   di quanto sono aumentati i contratti a tempo indeterminato ( o diminuiti i precari);
  •   di quanto sia migliorata la qualita' delle nostre scuole, universita' e ricerca scientifica;
  •   di quanto sia aumentato il verde e i parchi nelle citta';
  •   di quanto  sia migliorata la convivenza civile (una sorta di super indice che tenga conto della criminalita', dei diritti civili, dell'associazionismo, la diminuzione del nepotismo, eccetera).

Come cambiereste/migliorereste questa lista?

Se troviamo un nome per questo indice (nome provvisorio in codice "le cinque G" :D) poi potremmo far girare l'idea. Vi immmaginate Prodi o Berlusconi che si impeganano a migliorare questi indici nei loro 5 anni di governo?

Si attendono idee per sviluppare e concretizzare la lista bozza di cui sopra. Fate girare. Portiamo le 5G sui telegiornali!
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categoria:politica, societa, economia, idee, utile
mercoledì, settembre 07, 2005
Tempo fa dicevamo che la FIAT per uscire dalle nebbie avrebbe dovuto affidarsi a un bravo designer, stabilire un' alleanza con qualche altro costruttore per abbattere i costi, abbassare i prezzi e usare materiali migliori. E infatti sembra che stiano facendo tutte queste cose: 1, 2, 3.

Oggi, dopo aver visitato il loro sito, gli suggerirei di affidarsi a qualche bravo web marketer per rifarlo. E' agghiacciante: brutto e di una lentezza sconcertante, il che lo rende anche inutile.

Intanto la Grande Punto ha personalita'.  Auguri.
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categoria:economia, marketing, fiat
lunedì, agosto 29, 2005
Anche se mi hanno dato una laurea in economia politica io non riesco a capirre come sia possibile che il prezzo di una lametta, prodotto che incorpora una tecnologia banale, fatto con materie prime abbondanti (plastica e metallo), facilmente trasportabile e distribuibile, insomma, com'e' e' possibile che quattro lamette Gillette Turbo bla bla costino 19.90 euro?

Da poco qui e' uscita la nuova Gillette Nitro, che ha bisogno anche di una batteria. Non so quanto costi. Intanto qui le lamette al supermercato le trovi dentro scatole sigillate con antifurto elettronico.
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categoria:economia, marketing
martedì, luglio 19, 2005
L'economia della farfalla (Paul Omerod)

Questo libro si sarebbe dovuto intitolare l'economia delle formiche. Infatti prende spunto e si sviluppa a partire da un semplice esperimento condotto da alcuni biologi su delle formiche.

In pratica, posti due identici muchietti di cibo, uno a destra e uno a sinistra equidistanti da un formicaio, da quale mucchietto le formiche si ciberanno? Posto che le formiche hanno tre possibilita'; andare a sinistra (o destra) di propria iniziativa, andare a sinistra o a destra perche' altre formiche lo fanno (seguire la massa), cambiare idea e passare dall' altra parte. La chiave e' che le formiche, specie quelle che vanno in avanscoperta influenzano le altre attraverso secrezioni che equivalgono a delle scie. Salta fuori che:

  • Poche formiche, le prime a tornare con il cibo, influenzano le altre portando il sistema a stabilizzarzi da uno dei mucchietti (avete presente due gelaterie identiche.. una semivuota e l'altra sempre affollata?);
  • Il sistema tende a stabilizzarsi in certe posizioni (es. 80% da una parte, 20% dall'altra) ma e' del tutto imprevedibile capire quale dei due lati prevarra';
  • Il sistema, sempre in modo imprevedibile puo' improvvisamente rivoltarsi! Il mucchietto che catturava il 20%passa all'80% e viceversa;
  • Sebbene non si riesce a prevedere dove andra' il sistema nel breve o quando interverra' un radicale cambiamento nei comportamenti l'unico dato prevedibile dal modello e' il tempo che le formiche passano da una parte o dall'altra: le formiche passano la maggior parte del tempo in un estremo o nell'altro anziche' in suddivisioni vicine al 50 e 50;
  • Infine, piu' alta e' la propensione al cambiameno, minore il tempo passato negli estremi: insomma, piu' le formiche sono conservatrici, piu' resteranno ancorate a un mucchietto, piu' sono influenzabili, piu' stabile e bilanciato sara' il sistema in generale.

Da questi risultati, Ormerod che e' un economista pagano, si avventura in alcuni esperimenti che consistono nel modificare modelli teorici cari e rispettati dagli economisti integrandoli con l'interazione tipica del modello delle formiche.

Ne viene fuori un sistema economico alternativo che somiglia molto piu' a un organismo vivente che non a un motore o una caldaia, immagine molto piu' aderente alla concezione meccanicistica dell'economia che si trova ovunque, dai manuali universitari alle sale ovattate delle banche centrali o degli uffici dei ministeri dell'economia.

Le implicazioni degli esperimenti di Ormerod sono molteplici e invitano a ragionare:

  • Le previsioni di breve periodo sono praticamente inservibili: i sistemi economici sono complessi e non c'e' modello che tenga. Sarebbe molto meglio che i governi si concentrassero di piu' a capire la struttura di fondo del sistema in modo da adottare politiche di lungo periodo capaci di migliorarlo. Purtroppo questo approccio stride con la durata delle legislature. Nessuno vince le elezioni promettendo il benessere tra 20 anni. Che staccare la politica delle crescita economica dai governi e darla in mano a un organismo indipendente di altissimo profilo sia un idea per tornare a investire in ricerca, infrastrutture, qualita' dell'educazione?
  • I sistemi tendono a muoversi lungo un certo percorso, ma possono far salti verso una sorta di mondo possibile parallelo. Immaginatevi su un grafico due rette parallele orizzontali con leggera pendenza positiva: sulle ascisse il livello di deprivazione economica e sociale, sulle ordinate il livello di criminalita'. Immaginatevi in un punto sulla retta in alto. Vi verrebbe da dire che se abbassate il livello di deprivazione economica diminuira' anche il livello di criminalita'. Ed e' giusto. Il fatto e' che a fronte di grandi sforzi la diminuzione della criminalita' ottenuta potrebbe essere risibile. Almeno finche' il sistema non saltera' sulla retta in basso, dove a parita' di livello di deprivazione economica corrispondono livelli decisamente piu' bassi di criminalita'! Ma perche' il sistema salta da uno stato del mondo all'altro? E' il meccanismo che sta dietro al comportamento delle formiche e che le fa passare improvvisamente da un mucchietto all'altro;
  • Collegato all'ultimo punto il fatto che vivere in un certo mondo possibile (una delle due linee rette) significa vivere in un certo contesto sociale. Se questo contesto viene incentivato nel tempo il sistema tende a consolidarsi. Anche perche' come spiegano le formiche i sistemi tendono ad autorafforzarsi (in una direzione o nell'altra). Vuol dire che un contesto sociale dove da molto dura la sicurezza e la bassa criminalita' tendera' ad abbassare ulteriormente la criminalita' e a rendere piu' difficile passare al peggiore contesto parallelo possibile. E' un altro invito a perseguire politiche di lungo periodo. Un esempio negativo di questo meccanismo, spiega Ormerod e' l'ossessione avuta dall'Europa per l'inflazione negli ultimi 40 anni. Per fare questo le banche centrali hanno indotto l'economia e gli operatori a muoversi lungo una linea "pessimistica" caratterizzata da bassa crescita. Si dovrebbe invece approfittare di questa sedimentazione del sistema abituato alla bassa inflazione per osare di piu' in tema di politiche monetarie espansive;
  • Altri esempi pratici del modello delle formiche sarebbero il mercato dei cambi e azionari, dove gli agenti si muovono non secondo logiche razionali (il valore concreto delle azioni) ma secondo comportamenti all'apparenza irrazionali, ma del tutto spiegabili ricorrendo alla capacita' degli agenti di farsi influenzare dagli altri (compro perche' gli altri comprano..). E' interessante pensare ai crolli del mercato come ai punti in cui il sistema "salta" da uno stato del mondo all'altro (da una retta all'altra). Oppure il cinema, dove il giudizio dei primi che vanno a vedere un film diventa fondamentale per il successo dello stesso. La cosa fa riflettere sulla sincerita' dei recensori professionisti. Meglio cercarsi le recensioni in blog fidati ;)

Chiudo con un aneddoto letto sul libro attribuito alla madre di Karl Marx, che in una lettera a un' amica diceva del proprio figlio: "Se solo Karl avesse fatto un po' di capitale anziche' essersi limitato a parlarne".

Paul Ormerod ha appena pubblicato "Why Most Things Fail: Evolution, Extinction and Economics". Sul suo sito trovate qualche altro suo articolo.

Direi proprio che e' tempo di vacanze. Se sopravvivo all'estate riprendero' a blaterare a Settembre. Buove vacanze!
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categoria:libri, economia
martedì, giugno 28, 2005
Chiacchierando a pranzo con il mio capo sulla situazione economica italiana e irlandese mi spiega qualcosa di interessante. I lunghi secoli dell'Impero britannico avrebbero comportato per gli inglesi la costruzione di una profonda cultura della grande organizzazione. Questa cultura permeo' lo sviluppo economico prima inglese e poi americano. E' qui l'elemento chiave per spiegare perche' le multinazionali sono prevalentemente americane e inglesi. E perche' l'Italia abbia cosi' poche grandi aziende e migliaia di piccole. D'altra parte durante gli stessi secoli in Italia c'erano le citta' stato.
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categoria:economia, idee
martedì, giugno 14, 2005
Io sono fissato con la stampa fronte retro. Mi fa incazzare lo spreco immenso di carta che si fa. Quelli del piano di sotto (non mi chiedete perche') usano la stampante del mio piano. Stampano lunghissimi documenti che riepilogano i turni del call center  et similia. E puntualmente stampano 200 pagine alla volta quando ne basterebbero 100. Come posso illudermi che il mondo possa essere un po' meno peggio se l'uomo medio non riesce a muovere il cervello neanche per queste stupidissime piccole...

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categoria:tecnologia, economia, idee
lunedì, giugno 06, 2005
Ultimamente il governo ha legiferato sul turismo (legge Las Vegas), sull'ambiente (nuove rottamazioni auto), oltre alla Moratti, la tutela del diritto d'autore (galera per chi scarica mp3), ecc.

Ora una parte del governo si mette a dire che vuole tornare alla Lira. Vedono la crisi del sistema italiano come un fatto di prezzo. Vogliono una svalutatina ogni tanto per ridare fiato alle merci italiane. E' come il negozio di macchine da scrivere che non ne vuole sapere di passare a vendere computer ma pensa di superare la crisi di vendite abbassando un po' il prezzo.

Credo che tutto sommato era meglio quando questo governo si occupava solo di leggi ad personam.

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categoria:politica, economia
venerdì, giugno 03, 2005
Non resta che osservare con una buona dose di fatalismo sarcastico la follia distruttiva che ci circonda. Dopo l'impulso al turismo di qualita' attraverso la costruzione di nuovi villaggi turistici e casino' ora si pensa di ridurre l'inquinamento detassando l'acquisto di nuove auto.  Come prescrivere a un obeso non di rivedere l'intera sua dieta ma di comprare nuove merendine e cioccolatini "light" al posto delle vecchie.

Ne avrei tante. Non ho voglia. Solo una, banale e scontata considerazione. Non si tratta di follia autodistruttiva. No. Si tratta di Mr X (non so chi sia, certamente e' qualcuno) che vuole aprire casino' in giro per la penisola e ha amici in parlamento e di FIAT, che tutti conoscono e che infatti e' subito risalita in borsa.

Per te povero sfigato che magari speravi in nuove piste ciclabili e incentivi per rottamare la vecchia bici, niente. Ti puoi sempre  finanziare l'acquisto di una nuova auto con un finanziamento a tasso zero (tasso di interesse, non di emissioni inquinante, ndr.)
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categoria:politica, economia
giovedì, giugno 02, 2005
Finalmente l'Italia liberera' il turismo. Molto presto meravigliosi e luccicanti palazzi potranno adornare le nostre coste. Giusto premio alla tecnologia e al modernismo. Parchi a tema, chesso' "Il parco celtico" sul lago di Garda, dove leghisti in costume verde vi accoglieranno per accompagnarvi sulle montagne russe che si immergono nel lago e poi a fare una puntatita al casino'. Il sogno di inserire le monetine nella slot machine o giocare alla roulette con vista sul mare mentre si degusta un GinFizz. E perche' no? Un casino' in mezzo allo stretto di Messina, proprio sul nuovo ponte? Fantastico.

Devo fare ammenda, questo paese aveva davvero bisogno di un po' di liberta'. Si, a breve sara' possibile, grazie alla nuova legge sul turismo di qualita'.


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categoria:politica, economia
lunedì, maggio 30, 2005
E' il titolo di una delle pagine interne dell'Irish Times di oggi. Incuriosito ho letto la storia di una avventura vissuta da alcuni felici irlandesi che lo scorso week end hanno visitato la citta' eterna.

Immagino si siano molto divertiti e abbiano goduto della rinomata ospitalita' dei romani.

Immagino abbiano potuto stupirsi dalla cordialita' dei tassisti i quali notoriamente si prodigano di far conoscere quante piu' strade possibili ai turisti. Sembra che addirittura ci siano frotte di volontari che chiamano taxi "pirata" che muoino dalla voglia di mostrare la citta' ai turisti.

Immagino abbiano avuto modo di assaporare le fantastiche bottigliette di acqua minerale o coca cola che in qualunque piazza romana i turisti possono acquistare a prezzi che variano dai 3 ai 5 Euri. E' il principio della concorrenza a vantaggio del turista, si capisce.

Immagino questi turisti irlandesi abbiano avuto modo di accomodarsi in un Hotel 3 stelle che solo all'apparenza era una topaia decadente. No, si sa che Roma e' antica e loro avranno avuto modo di apprezzare lo sforzo dei proprietari dell'albergo nel conservare intatta la struttura nei secoli. Sono turisti intelligenti e sanno apprezare il fascino dell'antico e della storia.

Immagino abbiano potuto godere anche di guide volontarie per poche decine di euro all'ora, gladiatori con panze spropositate (si che ormai non si combatte piu' e la cosa li appesantisce), spaghetti alla carbonara a 15 euri sotto un gazebo abusivo con vista strada affumicata dai gas di scarico. Si, i romani prendono di questi rischi per far sentire bene i turisti

Quello che non posso immaginare, perche' fatto vero, riportato sul giornale di oggi e' la sorpresa che gli addetti all'aeroporto hanno riservato ai turisti irlandesi. Perche' Roma e' eterna anche nei fatti. Con il pretesto di uno sciopero i turisti irlandesi hanno avuto modo di rimanere altre 24 ore a Roma. Gratis! Per la precisione a Fiumisiiinou come dicono gli Irlandesi. Una notte nell'aeroporto gratis! Hanno cosi approfittato per fare conoscenza con i baristi dell'aeroporto, almeno finche' i bar sono rimasti aperti.

Incredibili questi italiani. Hanno una generosita' che ti sorprende sempre. Sono sicuro che questi turisti ne parleranno a lungo di questa vacanza, invogliando molti loro conoscenti a partire. Ma per dove?

Arrivederci Roma!
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categoria:economia, marketing, idee
mercoledì, maggio 25, 2005
Non si puo' sempre parlare male del governo. In effetti qualche legge di questo governo ha funzionato, incentivando e anzi creando dei veri boom economici in qualche settore. Non ci credi? Leggi il boom del turismo procreativo.
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categoria:politica, economia
martedì, maggio 24, 2005
Ricorrente nei discorsi degli "esperti" di economia. Alla competitivita' si arriva anche, dicono gli stessi esperti, con la flessibilita'. Insomma, per assumere di piu', e' la tesi, bisogna poter licenziare di piu'.

Succede che quando spedisco qualche soldino dal mio conto irlandese a quello italiano, la mia banca Irish mi fa pagare 0.5 €. La mia banca italiana per ricevere gli stessi soldini mi fa pagare 3 €. Sei volte quanto pagato per mandarli (che e' il piu' del lavoro). Questa e' la competitivita' e la concorrenza (che non c'e' in Italia) di cui gli esperti non parlano mai. Strani ragazzi, vogliono la concorrenza nel mercato del lavoro, ma non nel mercato dei prodotti e servizi che offrono. Proprio strani ragazzi.
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categoria:economia
martedì, maggio 24, 2005
H:. Hey g., se tu avessi da investire due soldini.. diciamo qualcosa di diverso dai soliti Bot?
g.: Non e' bene dare di questi consigli... se va bene ti prenderai i meriti. Se va male darai la colpa a me...
H.: Ma sono un amico, lo sai che non lo farei... e poi gia' una volta mi hai fatto guadagnare... ricordi?
g.: Ok... investirei in obbligazioni cinesi. Insomma, chiederei alla mia banca di cercarmi delle belle obbligazioni del governo cinese. Magari quelle a lunga scadenza...
H. Obbligazioni cinesi eh?
g.: Se pensi di non toccarli per uno due anni finisce che ci guadagni soprattutto perche' lo Yuan si rivalutera'...
H.: Ok...
g.: Assicurati che siano obbligazioni dello Stato cinese... insomma, lascia stare le aziende... dovessi pescare una Parmalat..
H.: Ok...

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categoria:economia
lunedì, maggio 23, 2005
Tranquilli. Ora vi spiego tutto. In Italia non c'è recessione. E la copertina dell'Economist è la prova che la strategia italiana per dominare il mondo sta funzionando. Si, l'Economist, cosi come molti di voi boccaloni, ci è cascato.

La verità è che in Italia c'è un sotterraneo boom economico che però non si vuole svelare agli altri. Tutti i dati dell'Istat sono truccati. Vogliamo apparire in difficoltà, anche se non lo siamo. Non ci credete? Date un'occhiata ai bilanci Mediaset o degli amici della Telecom o delle Autostrade. Tutti che fanno grandi affari. Ma non è finita. Con questa bufala della crisi le cose andranno anche meglio. Piccolo sempio: immaginatevi un lavoratore che sta per rinnovare un contratto. Gli sarà detto "... lei deve capire, c'è la crisi..." O a un aspirante lavoratore: "...deve accontentarsi.. sa, c'è la crisi.. dobbiamo tutti rimboccarci le maniche..." Afferrato il concetto? In realtà si faranno ancora più affari!

Dunque andate tranquilli e fiduciosi e godetevi questo sotterraneo boom economico. Ma acqua in bocca,mi raccomando! Sshh..
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categoria:economia, idee
giovedì, maggio 19, 2005
Agli economisti piacciono i numeri. Anche se poi ciascuno gli interpreta come vuole. Eccone due:

Nel 1968, in una grande azienda americana, il lavoratore medio prendeva 29.000 $ in dollari di oggi. Inoltre, aveva un' assicurazione sulla salute e un fondo pensione. Il tutto garantito dall'azienda. Il tutto frutto di anni di lotte sindacali, si intende. Nello stesso anno, l'amministratore delegato di quella societa' (GM) guadagnava 4.000.000 $, sempre in dollari di oggi. 134 volte lo stipendio del lavoratore medio.

Oggi, in una grande azienda americana, il lavoratore medio prende 17.000 $. Solo il 50% di loro ha una assicurazione sanitaria e un fondo pensione. Nella setessa azienda (WalMart), l'amministratore delegato guadagna 17.000.000 $. 1.000 volte di piu' del solito lavoratore medio.

Potete interpretare la cosa in molti modi:

  1. E' colpa dei lavoratori se stanno peggio. Il fatto che l'AD guadagni molto di piu' vuol dire che in un paese libero come gli USA gli intrepidi e i migliori vengono giustamente ricompensati.
  2. Se i lavoratori stanno peggio e' perche' in nome della difesa della liberta' e della minaccia della globalizzazione i lavoratori hanno "accettato" stipendi piu' bassi e peggiori condizioni di lavoro.

Qualunque interpretazione scegliate, quello che non e' concepibile e' come una comunita' manifestamente piu' ricca nel suo complesso sia manifestamente piu' iniqua. La differenza nei soldi percepiti sono solo il sintomo. L'iniquita' sta in tutti gli anni persi senza destinare risorse a quelle che dovrebbe essere la prima voce di spesa di ogni governo: la scuola. Ma questa e' solo la mia opinione. Comunque, a vedere questa foto, i lavoratori di Wal Mart non sembrano poi cosi scontenti:



Mi chiedo perche' li fotografano sempre dall'alto.
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categoria:economia
venerdì, maggio 13, 2005
"Aumenti ai dipendenti pubblici proporzionati all'andamento del PIL". Quando conviene Silvio ammette che il PIL non cresce, ma decresce. Dunque forse proporranno agli statali un ribasso anziche' un aumento di stipendio.

Proporrei aumenti legati all' aumento del PIL promesso in campagna elettorale. Ai tempi Silvio prometteva crescite tra il 3 ed il 5% all'anno per 5 anni (oggi - 0,5%, ndg) . Lo chiamava il nuovo miracolo italiano. Buon w.end!
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categoria:economia, berlusconi
giovedì, maggio 12, 2005
E' il titolo di un ottimo libro di economia letto qualche anno fa. E non c'entrava nulla con la depressione come la si intende normalmente (stato psicologico), ma semplicemente con l'andamento (molto negativo) dell'economia. Ogni volta che do' un'occhiata ai giornali italiani c'e' una sfilza di cattive notizie. Oggi: la produzione industriale crolla.

Ora, e' normale che l'industria arretri nelle economie moderne. Cio' va bene se crescono altri settori: tecnologia, servizi, turismo, cultura, ecc. Potrei scrivere un lungo post in proposito, ma vi lascio il nocciolo che avete gia' intuito:

  1. Ci impoveriamo perche' non creciamo negli altri settori. E non lo facciamo (anche) perche' da molto tempo istruzione e ricerca (e turismo e cultura) sono abbandonate. Da molti anni l'Italia destina meno degli altri paesi a queste voci.
  2. Inoltre non si fa nulla per bilanciare la naturale tendenza delle economie moderne a concentrare la ricchezza nelle mani di pochi: oggi in USA un non laureato che va al supermercato riesce a comprare il 25% in meno di quanto avrebbe potuto nel 1973 (mentre gli USA complessivamente sono molto piu' ricchi oggi di allora)

Va da se che amministrazioni bushiste non facciano che peggiorare la situazione (mirano a consolidare ed aumentare il vantaggio dei pochi).

Vorrei essere ottimista, ma comincio ad avere paura se penso al mio ritorno in Italia. Dovro' optare per la Spagna? E' di nuovo tempo di emigrazione? O e' solo colpa delle feste pasquali?

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categoria:economia