domenica, aprile 29, 2007
Ho scoperto che nello stesso periodo in cui Flaiano scriveva, c'era una sua anima gemella che lo faceva dalla Polonia:  Lec Stanislaw Jerzy

Pensieri spettinati è il libro di aforismi che potete trovare in italiano. Dal libro:
  • Chissà che cosa avrebbe scoperto Colombo se l'America non gli avesse sbarrato la strada.
  • Ci saranno sempre degli esquimesi pronti a dettare le norme su come devono comportarsi gli abitanti del Congo durante la calura (un po' come i nostri agiati ministri che parlano di precarietà del lavoro e di come si vive con mille euro al mese, ndg.).
Trovate un estratto qui.
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categoria:libri
venerdì, maggio 05, 2006
Leggi un libro. Riguarda il tuo lavoro. Sa di banale. Pieno di quelle che cose che quando le leggi ti dici "infatti... è come pensavo...".  Il libro ha però il pregio di fare ordine nella tua mente. Annuisci. Approvi. Un ordine apparente. ma rimane un libro banale.

Deve essere per questa loro capacità rassicuratrice che i libri banali hanno tanto successo.

Che la cosa si possa estendere ad altre categorie?
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categoria:libri, idee
martedì, settembre 20, 2005
Nella teoria dei giochi, una regola del giocatore avveduto vuole che se si deve rischiare in un gioco, dalle carte, al calcio o anche nella politica, tanto vale farlo subito. Se sbagli, hai piu' tempo per recuperare. Inoltre puoi contare sull'effetto sorpresa.

Leggendo i sondaggi che vedono Berlusconi naufragare, ho sorriso. Berlusconi, vinte l'elezioni, in tema di economia, si e' limitato al "trucco", al maquillage. Condoni, vendita di beni pubblici e altre operazioni tappa buchi. Tutto nella speranza di una ripresa che non e' mai arrivata. E adesso? Siamo a fine partita e si ritrova a doversi inventare una finanziaria senza sapere dove prendere i soldi. Il peggior momento in assoluto per bussare a soldi.

Se Silvio avesse seguito la Teoria dei giochi avrebbe dovuto fare qualche riforma seria subito, quando aveva ancora 4 anni di governo davanti, quando aveva tanto credito elettorale. Oggi si ritroverebbe con piu' risorse e magari con un economia piu' sana. In una posizione decisamente migliore.

Ora, per nostra fortuna (e anche sfortuna), la prossima finanziaria, che tagliera' ancora fondi qua' e la', finira' per peggiorare l'immagine di Silvio e del suo Governo, facendolo sprofondore ancora di piu' nei sondaggi.

Sembra proprio che l'Italia si liberera' presto di questo personaggio oscuro, finalmente.

ps. A proposito di teoria di giochi, vi consiglio vivamente "Io vinco tu perdi" che nonostante il titolo e' un libro eccellente.
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categoria:politica, libri, societa, idee, berlusconi
venerdì, settembre 02, 2005
Freakonomics. A me piacciono i libri di economisti perche' gli economisti usano i numeri. I loro libri vi raccontano di fatti e sono supportati sempre da numeri e misurazioni. In questo caso l'economista in questione e' S.D. Levitt, vincitore della J. B. Clarke medal, che sta al Nobel per l'economia come la Champions League sta alla Coppa del mondo.

E' un libro divertente anche se alla fine lascia un po' di amaro in bocca perche' vorresti leggere ancora. Di che si tratta? Levitt e' un curioso, uno che anziche' passare le sue giornate a studiare grandi problemi economici, si dedica ad applicare le tecniche interpretative dell'economia a aspetti "minori" della vita. Ecco un elenco di risposte che lui ha trovato studiando dati e seguendo la propria curiosita':


  • le persone rispondono agli incentivi, dunque vale sempre la pena mettersi nei panni di qualcun altro prima di giudicare le azioni di tale persona;
  • in america una riforma scolastica ha introdotto penalizzazioni per scuole e docenti i cui alunni risultassero tropo somarelli in alcuni test di controllo nazionali: e' venuto fuori che molti maestri si sono messi a truccare i compiti;
  • le agenzie immobiliari fanno davvero i tuoi interessi? No, loro hanno interesse alla transazione (=percentiuale), non a farti contento. Il 3% di commissione sulla differenza tra il prezzo a cui sarebbe facile vendere e quello al quale tu vorresti vendere fa solo una lieve differenza per loro e una grande differenza per te: gli incentivi sono diversi;
  • perche' negli anni '90 la criminalita' e' fortemente calata negli USA? Si parlo' di tolleranza zero, del boom economico e un'altra decina di cause varie. La vera causa era altrove: la legge sull'aborto. Introdotta in america negli anni 70 ha letteralmente tolto dalla strada tanti criminali potenziali mai nati. L'argomento e' delicato, ma l'equazione cruda e' semplice: chi ricorre all'aborto e' molto spesso chi non si puo' prendere cura del bambino. Questi bambini sono quelli che si trovano poi nelle situazioni piu' svantaggiate correndo un altissimo rischio di diventare criminali. Attenzione, non cadete nell'errore di dire "stai suggerendo che dovremmo ammazare mamme e bambini poveri?". No, e' la poverta' e la mancanza di buone scuole che va "ammazzata" per sradicare la criminalita'. Nota: in america il 18% dei bambini vive sotto la soglia della poverta'.

Cosa fa di un genitore il perfetto genitore? Levitt si e' messo a studiare un immensita' di dati sul rendimento dei ragazzi a scuola e sui loro genitori, condizioni sociali, eccetera, scoprendo che:

  • piu' i genitori sono andati avanti con i loro studi, piu' i loro bambini hanno probabilita' di fare bene a scuola;
  • che il bambino sia stato allevato da un solo genitore non e' influente sui voti a scuola;
  • i bambini di genitori piu' abbienti tendono a fare meglio di quelli con genitori meno abbienti: in realta' qui c'e' una forte correlazione tra educazione e reddito;
  • vivere in un bel quartiere o meno non ha alcuna influenza;
  • se la madre ha avuto il bambino nei suoi trenta il bambino va meglio;
  • se la madre e' rimasta a casa a curare il bambino dalla nascita del pupo fino al suo  ingresso all'asilo... non fa alcuna differenza;
  • i bambini nati sottopeso fanno peggio a scuola (spesso tali bambini hanno una madre con problemi di alcolismo, abuso di droghe, eccetera);
  • portare i bambini ai musei non ha alcun effetto, mentre la presenza di tanti libri a casa si (anche qui vedo una correlazione con gli studi dei genitori);
  • un bambino adottato tende a far peggio di uno non adottato. Qui le cause sarebbero da ricercare nei geni. Lo so, argomento che fa schifo ma questo suggeriscono i dati;
  • leggere spesso al bambino? Nessun effetto positivo

Nel libro ci sono altre curiosita' interessanti. Come quella che e' molto piu' pericoloso per un genitore mandare il proprio figlio a giocare dall'amico nella cui casa c'e' una piscina che mandarlo da quello nella cui casa c'e' una pistola. Si, muoiono molti piu' bambinii perche' incustoditi nei pressi di una piscina che accidentalmente da arma da fuoco. Personalmente mi preoccuperei piu' di valutare la responsabilita' dei genitori dell'amichetto.

Gli autori del libro hanno anche un blog.
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categoria:libri
martedì, luglio 19, 2005
L'economia della farfalla (Paul Omerod)

Questo libro si sarebbe dovuto intitolare l'economia delle formiche. Infatti prende spunto e si sviluppa a partire da un semplice esperimento condotto da alcuni biologi su delle formiche.

In pratica, posti due identici muchietti di cibo, uno a destra e uno a sinistra equidistanti da un formicaio, da quale mucchietto le formiche si ciberanno? Posto che le formiche hanno tre possibilita'; andare a sinistra (o destra) di propria iniziativa, andare a sinistra o a destra perche' altre formiche lo fanno (seguire la massa), cambiare idea e passare dall' altra parte. La chiave e' che le formiche, specie quelle che vanno in avanscoperta influenzano le altre attraverso secrezioni che equivalgono a delle scie. Salta fuori che:

  • Poche formiche, le prime a tornare con il cibo, influenzano le altre portando il sistema a stabilizzarzi da uno dei mucchietti (avete presente due gelaterie identiche.. una semivuota e l'altra sempre affollata?);
  • Il sistema tende a stabilizzarsi in certe posizioni (es. 80% da una parte, 20% dall'altra) ma e' del tutto imprevedibile capire quale dei due lati prevarra';
  • Il sistema, sempre in modo imprevedibile puo' improvvisamente rivoltarsi! Il mucchietto che catturava il 20%passa all'80% e viceversa;
  • Sebbene non si riesce a prevedere dove andra' il sistema nel breve o quando interverra' un radicale cambiamento nei comportamenti l'unico dato prevedibile dal modello e' il tempo che le formiche passano da una parte o dall'altra: le formiche passano la maggior parte del tempo in un estremo o nell'altro anziche' in suddivisioni vicine al 50 e 50;
  • Infine, piu' alta e' la propensione al cambiameno, minore il tempo passato negli estremi: insomma, piu' le formiche sono conservatrici, piu' resteranno ancorate a un mucchietto, piu' sono influenzabili, piu' stabile e bilanciato sara' il sistema in generale.

Da questi risultati, Ormerod che e' un economista pagano, si avventura in alcuni esperimenti che consistono nel modificare modelli teorici cari e rispettati dagli economisti integrandoli con l'interazione tipica del modello delle formiche.

Ne viene fuori un sistema economico alternativo che somiglia molto piu' a un organismo vivente che non a un motore o una caldaia, immagine molto piu' aderente alla concezione meccanicistica dell'economia che si trova ovunque, dai manuali universitari alle sale ovattate delle banche centrali o degli uffici dei ministeri dell'economia.

Le implicazioni degli esperimenti di Ormerod sono molteplici e invitano a ragionare:

  • Le previsioni di breve periodo sono praticamente inservibili: i sistemi economici sono complessi e non c'e' modello che tenga. Sarebbe molto meglio che i governi si concentrassero di piu' a capire la struttura di fondo del sistema in modo da adottare politiche di lungo periodo capaci di migliorarlo. Purtroppo questo approccio stride con la durata delle legislature. Nessuno vince le elezioni promettendo il benessere tra 20 anni. Che staccare la politica delle crescita economica dai governi e darla in mano a un organismo indipendente di altissimo profilo sia un idea per tornare a investire in ricerca, infrastrutture, qualita' dell'educazione?
  • I sistemi tendono a muoversi lungo un certo percorso, ma possono far salti verso una sorta di mondo possibile parallelo. Immaginatevi su un grafico due rette parallele orizzontali con leggera pendenza positiva: sulle ascisse il livello di deprivazione economica e sociale, sulle ordinate il livello di criminalita'. Immaginatevi in un punto sulla retta in alto. Vi verrebbe da dire che se abbassate il livello di deprivazione economica diminuira' anche il livello di criminalita'. Ed e' giusto. Il fatto e' che a fronte di grandi sforzi la diminuzione della criminalita' ottenuta potrebbe essere risibile. Almeno finche' il sistema non saltera' sulla retta in basso, dove a parita' di livello di deprivazione economica corrispondono livelli decisamente piu' bassi di criminalita'! Ma perche' il sistema salta da uno stato del mondo all'altro? E' il meccanismo che sta dietro al comportamento delle formiche e che le fa passare improvvisamente da un mucchietto all'altro;
  • Collegato all'ultimo punto il fatto che vivere in un certo mondo possibile (una delle due linee rette) significa vivere in un certo contesto sociale. Se questo contesto viene incentivato nel tempo il sistema tende a consolidarsi. Anche perche' come spiegano le formiche i sistemi tendono ad autorafforzarsi (in una direzione o nell'altra). Vuol dire che un contesto sociale dove da molto dura la sicurezza e la bassa criminalita' tendera' ad abbassare ulteriormente la criminalita' e a rendere piu' difficile passare al peggiore contesto parallelo possibile. E' un altro invito a perseguire politiche di lungo periodo. Un esempio negativo di questo meccanismo, spiega Ormerod e' l'ossessione avuta dall'Europa per l'inflazione negli ultimi 40 anni. Per fare questo le banche centrali hanno indotto l'economia e gli operatori a muoversi lungo una linea "pessimistica" caratterizzata da bassa crescita. Si dovrebbe invece approfittare di questa sedimentazione del sistema abituato alla bassa inflazione per osare di piu' in tema di politiche monetarie espansive;
  • Altri esempi pratici del modello delle formiche sarebbero il mercato dei cambi e azionari, dove gli agenti si muovono non secondo logiche razionali (il valore concreto delle azioni) ma secondo comportamenti all'apparenza irrazionali, ma del tutto spiegabili ricorrendo alla capacita' degli agenti di farsi influenzare dagli altri (compro perche' gli altri comprano..). E' interessante pensare ai crolli del mercato come ai punti in cui il sistema "salta" da uno stato del mondo all'altro (da una retta all'altra). Oppure il cinema, dove il giudizio dei primi che vanno a vedere un film diventa fondamentale per il successo dello stesso. La cosa fa riflettere sulla sincerita' dei recensori professionisti. Meglio cercarsi le recensioni in blog fidati ;)

Chiudo con un aneddoto letto sul libro attribuito alla madre di Karl Marx, che in una lettera a un' amica diceva del proprio figlio: "Se solo Karl avesse fatto un po' di capitale anziche' essersi limitato a parlarne".

Paul Ormerod ha appena pubblicato "Why Most Things Fail: Evolution, Extinction and Economics". Sul suo sito trovate qualche altro suo articolo.

Direi proprio che e' tempo di vacanze. Se sopravvivo all'estate riprendero' a blaterare a Settembre. Buove vacanze!
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categoria:libri, economia
lunedì, giugno 13, 2005
 Sono un po' deluso. Diciamo dispiaciuto (eufemismo). Il non quorum fa un po' perdere le speranze a chi si aspetta un minimo di partecipazione in qualcosa che si chiama "societa' democratica". Pazienza. Per fortuna i sondaggi danno in ripresa il gradimento di Silvio Berlusconi il che', di questo passo, lo porterebbe a una nuova vittoria alle prossime elezioni. In pratica rimarrebbe in carica fino al 2011. Un odissea nella telecrazia. Dico per fortuna perche' se le cose vanno cosi vuol dire che sono io a non aver capito nulla. Sono io ad aver torto. Come disse qualcuno, milioni di mosche non possono sbagliare. La merd dev'essere buona. Ma cosa fare nel frattempo? Non lo so. Intanto, giusto per disinteressarci anche noi,  per assaporare un po' di questa delizia che deve essere il menefregoaltamentismo italico, si puo' sempre passare una serata a vedere un gran film. Ecco, a casa di g. lo si e' fatto nel week end. Un gran film tra situazioni grottesche e surreali, vi raccontera', alla fine della fiera, di che pasta sono fatti i "grandi del mondo". Capirete quanto possono essere innocui nella loro umanita' (si, sono di carne ed ossa anche se non si direbbe) e  contemporaneamente pericolosi nella loro stupidita'. Perche' la stupidita' e' diffusa piu' di quanto si pensi, come diceva Carlo Mara Cipolla nel suo meraviglioso Allegro ma non troppo. Tutti facciamo cose stupide. Ma quando le fanno i grandi (politici, ecc.) le conseguenze sono devastanti (vedasi voce ambiente per farsi un idea). Ecco, si puo' guardare questo gran film, dicevo, di nuovo per molti di voi, e sorridere. E ridere anche. E aspettare, alla fine, l'inevitabile epilogo. Una moltiplicita' di esplosioni colorate e sinuose a decretare l'ultimo amaro sorriso.

Il film? Il dottor Stranamore.
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categoria:politica, libri, cinema, idee
martedì, aprile 19, 2005
Per rimanere in tema con quanto sta accadento nelle istituzioni italiane vi fornisco un dato statistico trovato in un simpatico libro che sto leggendo. 15 tonnellate all'anno, prodotta da 200.000 cani. A causa di questa quantita di mini trappole puzzolenti lasciate sui marciapiedi, 650 persone, ogni anno, finiscono in ospedale. Succede a Parigi.

Si, perche' se ci metti un piede nella merda scivoli, con conseguenze imprevedibile per caviglie e spine dorsali. Bugo ci scrisse una canzone divertente. Quando ero a Milano ero ossessionato (o terrorizzato) dalla stessa frequente e incombente minaccia.
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categoria:politica, libri, idee
martedì, aprile 12, 2005

Blink, di Malcolm Gladwell

E' un libro sui meccanismi che stanno dietro ai primi "2 secondi". Uno, due.. blink! Due secondi in cui ti fai la tua opinione. I due secondi dell'istinto. Si scopre che il meccanismo e' come un software di cui tutti disponiamo. Un sotware che utilizza e analizza tutte le nostre esperienze, tutte, in un istante. Il software e' tanto piu' potente quanto piu' e' specializzato in una materia:

  1. Federico Zeri di fronte a una scultura in procinto di essere acquistata da un famoso museo di New York disse "e' falsa"; non seppe spiegare razionalmente o scientificamente il perche'. Mesi di studi in laboratori provarono che aveva ragione. Ma lui era Zeri. 
  2. Uno psicologo americano ha lavorato per anni con coppie, cercando di costruire una formula matematica capace di predire se una coppia funzionera' o no. Dopo tanti anni di esperienza, lui, ascoltando in un ristorante la coppia del tavolo a lato, puo' predire con 95% di probabilita' di successo se la coppia funzionera' o meno. Sappiate che dai suoi esperimenti, i due elementi piu' importanti sono il disprezzo e l'inflessibilita'. Se vedete una coppia che parla, all'apparenza normalmente e intravedete disprezzo (es. sotto forma di superiorita'= ho ragione io, tu, come al solito, non capisci nulla) o inflessibilita' (si si hai ragione.. tanto poi si fa come dico io..) allora avrete gli elementi per capire se la coppia durera' o meno. Ne deriva che una coppia ideale si basa, anche, su stima reciproca e comprensione (capacita' di adattarsi all'altro)

La lezione e': fidatevi dei vostri istinti quando si tratta di materia che conoscete bene. Ma sappiate che il meccanismo funziona quando il contesto e' appropriato, quando non ci facciamo fregare dai pregiudizi, quando non siamo sotto pressione:

  1. Contesto. Negli anni 80 la Pepsi pubblicizzava i dati di un esperimento: il 65% delle persone poste davanti a due bicchieri anonimi di cola dicevano "preferisco questa" dopo aver sorseggiato i due bicchieri. Il 65% preferiva la Pepsi. Eppure la Coca cola aveva il 70% del mercato. Quelli della Coca fecero in segreto lo stesso esperimento e ottennero gli stessi risultati. Si precipitarono a disegnare la nuova Coca finche' non ottennero, con gli stessi esperimenti, di prevalere sulla Pepsi. Lanciarono cosi' sul mercato la nuova Coca. Un disastro. L'operazione piu' costasa della storia della Coca, un fiasco. Dovettero ritirare tutte le bottoglie e togliere dal mercato per sempre il prodotto. Che era successo? Il contesto. Un sorso e' una cosa completamente diversa dal bere un boccione di Coca a tavola, o davanti alla TV con la pizza, guardandoti la partita di calcio. La Pepsi vinse la gara del sorso perche' piu' dolce e meno aspra. Un' intera bottiglia, vera esperienza del "consumatore", e' una cosa completamente diversa. Contesto.
  2. Pregiudizi. E' importante non confondere una reale prima impressione con un pregiudizio. Poliziotti esperti tendono a sparare facilmente a uomini di colore. La loro capacita' di intuire in due secondi se il movimento della mano del sospetto costituisce vero pericolo puo' essere completamente falsata dal pregiudizio.
  3. Pressione. Se iperagitati dalla paura o dalla disperaione o dalla rabbia c'e' poco da contare sull'intuito. La pressione annulla il cervello. In condizioni difficili non resta che aspettare di calmarsi (o cercare di farlo) prima di prendere decisioni. Unica soluzione e' la pratica, l'allenamento.

That's all folks! Se volete leggervi due belle storielle legate a Blink, le trovate qui e qui. Il sito dell'autore.

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categoria:libri
mercoledì, aprile 06, 2005

 

"Un uomo vale quanto le cose che ama"

Si e' spento ieri. Ennio Flaiano diceva che non aveva potuto finire di leggere Herzog, perche' era il libro che lui avrebbe voluto sempre scrivere. La cosa lo fece disperare tanto da mettere giu' il libro, tanto era perfetto.

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categoria:libri
lunedì, febbraio 28, 2005
Finito di leggere nel fine settimana "The Corporation", libro dal quale poi e' stato tratto l'omonimo documentario (che ora  voglio vedere). Ecco in 5 punti il "mio libro" e poi una cartolina tratta dal libro:

-  Le "corporation" (o multinazionali) sono diventati negli ultimi 30 anni colossi difficili da governare, grazie anche alla globalizzazione: alcune di loro hanno fatturati che superano quelli di molte nazioni;
- Sono considerate entita' giuridiche (come se fossero persone) dietro alle quali si possono scatenare i peggiori istinti famelici di chi quei mostri conduce: tutto in nome del profitto tanto poi e' difficile trovare i responsabili dietro a quella maschera;
- Nel gioco del mercato conta il risultato, si deve vincere, restare a galla, uccidere l'azienda nemica: le leggi volte a proteggere persone, ambiente o l'interesse generale sono marginali rispetto al gioco tra questi colossi; sono in gioco i dividendi degli azionisti, gli stipendi dei CEO, l'ego di chi porta a casa i risultati;
- Le corporation tendono a non rispettare le regole (la legge) anche perche' sanno che i loro avversari (altre corporation) se possono, non le rispetteranno: si comportano come colui che decide di barare perche' sa che l'altro bara;
-  E' sempre piu' pesante l'influenza che le corporation hanno sulla politica (cioe' su chi scrive le leggi che le riguardano): assistiamo a un involuzione della domocrazia che sta tornando, nella pratica, al voto per censo; piu' soldi hai, piu' conti in parlamento.

Gli ultimi 2 punti sono i piu' importanti perche fotografano il fatto che il comportamaento naturale delle corporation non tiene conto di interessi diversi dal profitto, nonche' quanto oggi la politica sia distante dalle "persone comuni" (per usare un espressione usata di recente da Alessia Marcuzzi, nota soubrette televisiva). Il nocciolo della perversione salta all'occhio: conflitto d'interessi (suona familiare?). Finche' la politica viaggera' a braccetto con il mondo degli affari (che la finazia) c'e' poco da sperare che scelte nell'interesse generale verranno mai prese.

Cartolina:

Bolivia. Lo stato privatizza su suggerimento della Banca mondiale la gestione dell'acquoa di una vasta zona rurale. Una corporation ne prende la gestione. I prezzi triplicano. Il servizio e' praticamente lo stesso. La comunita' si arrangia con pozzi o fiumi. Attivita' presto tassate e quindi proibite (!). Vedi alla voce "Conflitto d'interessi". Aumentano le proteste che culminano con una vera rivolta "sedata" dalla polizia che spara sulla folla! E qui il poliziotto pagato miseramente dal governo boliviano diventa l'inconsapevole braccio armato di poteri e interessi ben distanti da lui e dai fratelli che ha appena ammazzato.

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categoria:libri, economia
venerdì, maggio 23, 2003

LIBRI E TV. Non da molto ho letto il libro di Paolo Sylos Labini (Berlusconi e gli anticorpi. Diario di un cittadino indignato), docente di Economia a Roma, vecchietto e intellettuale lucido, impegnato ultimamente a dimostrare quanto il governo Berlusconi sia deleterio per questo paese. Purtroppo le cose asserite da Labini sono sempre più maledettamente lampanti e vere. Dice Labini che:

  1. I guai di Mister B. iniziano molto prima della sua "discesa in campo" (dunque perché persecuzione politica?);
  2. La storia di Mister B. non ha niente a che fare con i principi liberali a cui dice di ispirarsi;
  3. Molti intellettuali non di sinistra rifiutano attivamente questo governo (Norberto Bobbio su tutti);
  4. I guai personali di Mister B. e i suoi atti (leggi sulla giustizia) fanno male alla democrazia perché minano l'impianto delle regole e della moralità;

L'ultimo punto è il più importante. Tutti i manuali di economia raccontano di quanto siano indispensabili le regole: se ci fidiamo delle regole e queste sono applicate bene, l'economoa "gira" più velocemente. Mr. B. fa tutto il contrario. Da persona limpida quale si dichiara, non affronta a testa alta i processi (vedi Andreotti), ma fa di tutto per sfuggirne, per cambiare le regole, salvare gli amici, per gettare cattiva luce sulla magistratura. Ormai non ha più limiti: ieri in TV ha minacciato Prodi con rivelazioni che saranno "importanti", ha detto che dovrà essere il governo a indagare sul caso SME (aboliamo la maistratura?); con i suoi problemi trascina il paese in un clima pessimo, dove le regole e chi è tenuto ad applicarle vengono messi in discussione.

Personalmente sono stanco di sentire Silvio B. che si lamenta dei propri guai e attacca chiunque lo contraddica (rifiuta di parlare davanti agli italiani con esponenti dell'opposizione, questo amante della libertà e la democrazia...). Vorrei invece sentire parlare di ricerca scientifica, di ambiente, di tecnologie, di futuro, di economia, di scuola, sanità, di verde, di turismo , di immigrazione. A quando?

 

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categoria:libri, berlusconi
mercoledì, aprile 23, 2003

LIBRI. "MARIHUANA" (di Guido Blumir). Finito di leggere questo libricino. Sono uno che da molta importanza all'informazione e alla conoscenza delle cose, prima di pronunciarsi e sputare una qualche sentenza. Tendenzialmente credo che sia fallimentare ogni tentativo dello stato di intromettersi nella coscienza del singolo. Lo stato dovrebbe rimanere a un livello più alto, preoccuparsi di regole, di convivenza, di fornire opportunità. Per questo, a certe condizioni, sono favorevole alla legalizzazione delle droghe. Comunque molto meglio dell'attuale atteggiamento ipocrita (è vietato commerciare droga, ma è consentito un certo consumo!).

Il libro di Blumir, lo riassumo così:

  1. Il proibizionismo, prima quello sull'alcool e poi quello sulle droghe è fallito, nei numeri;
  2. Il proibizionismo non ha arginato né il consumo, né il commercio, né le conseguenze sociali;
  3. La marihuana è stata demonizzata, anche ad arte;
  4. La dipendenza da marihuana è tutta da dimostrare (in realtà da meno dpendenza rispetto al tabacco);
  5. Non si ha notizia di alcuna morte da marihuana (mentre la cirrosi epatica miete vittime ogni giorno);
  6. Non è mai stato provato che la marihuana sia la causa del passaggio a droghe più pesanti;
  7. La demonizzazione della marihuana e i soi presunti effetti deleteri, nonché la conseguente emanazione di leggi fortemente repressive (del consumo e commercio) sarebbe opera soprattutto di una mente, quella di Herry Anslinger. (Sinceramente preferisco pensare che molte lobbie nel mondo trovino conveniente il proibizionismo);
  8. Vittima delle incredibili leggi statunitensi (condanne obbligatorie di almeno due anni per chiunque venga trovato in possesso di marihuana!) poteva essere niente meno che Gorge W. Bush! Il nostro, beccato "fatto" alla cocaina, fu graziato grazie all'intervento tempestivo del padre, allora governatore del Texas, che lo andò a prendere in elicottero prima che fosse troppo tardi. Della serie "la legge è uguale per tutti";
  9. Le spese per la repressione sono molto più alte rispetto ai risultati ottenuti;
  10. La malavita tre dal commercio di stupefacenti (=dal proibizionismo) la principale fonte di finanziamento;
  11. Gli sperimenti di legalizzazione informata hanno dato buoni risultati;
  12. Gli USA, dove la repressione è molto alta, è il principale paese consumatore di droghe a mondo;
  13. La canapa è una coltura con molte applicazioni, farmaceutiche e industriali. Si fatica a recuperare anche solo questo uso per via dell'attuale legislazione repressiva.

Ora ne so di più sull'argomento, che resta delicato. Personalmente, in un mondo ideale, vedo uno stato capace di informare i cittadini, che rifiuta i tabù e al contrario li affronta: aborto, divorzio, droghe, prostituzione, omosessulaità, ecc. Non serve proibire e chiudere gli occhi. Meglio informare, capire, e poi regolamentare, senza proibire alcuni comportamenti che rientrano nella sfera della propria coscienza, almeno finché gli stessi non danneggino la società.

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