domenica, marzo 30, 2008
In attesa che mi torni l'ispirazione per scrivere qui, provo a prendere il ritmo scrivendo di marketing qua.
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categoria:marketing
venerdì, luglio 28, 2006


Meravogliosa.
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categoria:marketing
lunedì, luglio 17, 2006
Vita moderna, lavoro, straordinari, stress... la scuola, i figli, la spesa, le bollette, l'inquinamento ambientale, l'estinzione delle balene... Emilio Fede!

Cosa puoi fare per sopportare tutto questo? Ma bevi un Actimel Danone!

"Secondo me fa bene", dice la signora in chiusura dell'ultimo spot dell'azienda francese produttrice di, possiamo ormai dirlo, bevande miracolose.

C'era una volta lo sciroppo di serpente.
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categoria:societa, marketing, pubblicita
lunedì, giugno 26, 2006
 L'uomo molto british (o scottish?) simbolo della nota marca di whisky è stato avvistato su una formula 1. Dunque Johnny non cammina più. Corre.

Il messaggio agli automobilisti è chiaro. Se vuoi essere veloce come Raikkonen, fatti prima un cicchetto. Johnny Runner.

E' evidente che il Johnny Walker non deve essere un whisky per intenditori. E' un whisky per le masse.
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categoria:marketing, pubblicita
lunedì, marzo 06, 2006
Molti i ristoranti cinesi che si sono riciclati come giapponesi. Alcuni si definiscono sfacciatamente "cinese-giapponese". D'altronde mi è capitato mille volte sentire che tanto "cinesi.. giapponesi.. è lo stesso..no?"

Bravi i cinesi, grandissimi commercianti. Capiscono che il sushi è diventato di moda e si adeguano. Ne viene fuori un ristorante trendy ("mangiamo sushi stasera?") a prezzi accettabili. E' la stessa filosofia che ha decretato il successo di Zara. Trendy, qualità tra lo scadente e la sufficienza, alla portata di tutti, soprattutto di chi non vuole sentirsi escluso.
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categoria:societa, marketing
giovedì, gennaio 26, 2006
A guardare la pubblicità in TV le macchine in Italia costano davvero poco. 49, 89, 99 euro al mese. Non dicono più quanto costa, ma quanto devi pagare al mese. Siamo ormai considerati un popolo di poveracci che compra solo a rate. Se poi non puoi pagare ti rateizzano pure il debito.
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categoria:societa, economia, marketing
giovedì, novembre 17, 2005

La birra venezuelana e' buona. Il problema e' trovarla. Ormai ci sono solo le versioni "light". Non sanno di nulla. Immagino siano le vecchie birre normali diluite con l'acqua. Diventano "light",  costano di piu' e tutti le bevono.  Diavolerie del marketing.

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categoria:societa, venezuela, marketing
giovedì, novembre 17, 2005

Fare il bagno davanti al nuovo hootel "Villa Caribe" a Punto Fijo costa 60.000 Bolivares, il 15% di uno stipendio minimo. Ti danno un ombrellone, una sedia, l'uso dei bagni e del whisky.

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categoria:societa, venezuela, economia, marketing
venerdì, settembre 16, 2005
britaL'industria del'acqua minerale e' tra le piu' fiorenti al mondo. D'altronde l'idea di vendere acqua imbottigliata non e' distante da quella del vendere aria in scatola. Diciamo che l'intera industria si basa sul terrorizzare le persone da una parte (l'acqua se non e' pura e' pericolosa!) e convincerla che l'acqua minerale fa addirittura bene; ti fa dimagrire, purifica l'organismo, aiuta la diuresi e altre amenita' varie.

Pochi sanno che le acque da rubinetto in Italia sono piu' controllate delle acque minerali. Il problema a volte e' il sapore e i residui di calcare. Per eliminare gli inconvenienti di sapore e calcare e quelli psicologici sulla purezza semplicemente procuratevi un filtro. E cosi eliminate anche la paura di acquabomber.

Se non siete convinti, leggetevi questo post e compratevi un Brita. Piccoli gesti che fanno una grande differenza.
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categoria:marketing, utile
martedì, settembre 13, 2005
Se e' vero che il tuo indirizzo email e' unico, allora a che serve un numero di telefono?

Penso che tra non molto chiameremo indirizzi email anziche' numeri. E' se hai Skype potrai chiamare chi ha Google talk o Gizmo, perche' saranno compatibili tra loro. Basta sapere l'indirizzo email di chi stai chiamando.

Penso.
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categoria:internet, marketing
mercoledì, settembre 07, 2005
Tempo fa dicevamo che la FIAT per uscire dalle nebbie avrebbe dovuto affidarsi a un bravo designer, stabilire un' alleanza con qualche altro costruttore per abbattere i costi, abbassare i prezzi e usare materiali migliori. E infatti sembra che stiano facendo tutte queste cose: 1, 2, 3.

Oggi, dopo aver visitato il loro sito, gli suggerirei di affidarsi a qualche bravo web marketer per rifarlo. E' agghiacciante: brutto e di una lentezza sconcertante, il che lo rende anche inutile.

Intanto la Grande Punto ha personalita'.  Auguri.
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categoria:economia, marketing, fiat
mercoledì, agosto 31, 2005
danacolUna pausa pubblicitaria ieri sera mi informa che se mangi Danacol, nuovo yoghurt Danone ti si abbassa il colesterolo. Cioe' si abbassano le probabilita' di avere infarti, dunque Danone ti salva la vita.

Un'altra pubblicita' rivolta alle mamme informa che se il tuo ragazzo, magari un po' somarello a scuola mangiasse i cereali Kellogg's il suo livello di attenzione si alzerebbe del 9%, con presumibili vantaggi per lui e per te: i voti migliorerebbero e tu cara mamma poteresti finalmente smettere di essere vaga quando si parla di voti con le tue amiche mamme colleghe.
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categoria:marketing
lunedì, agosto 29, 2005
Anche se mi hanno dato una laurea in economia politica io non riesco a capirre come sia possibile che il prezzo di una lametta, prodotto che incorpora una tecnologia banale, fatto con materie prime abbondanti (plastica e metallo), facilmente trasportabile e distribuibile, insomma, com'e' e' possibile che quattro lamette Gillette Turbo bla bla costino 19.90 euro?

Da poco qui e' uscita la nuova Gillette Nitro, che ha bisogno anche di una batteria. Non so quanto costi. Intanto qui le lamette al supermercato le trovi dentro scatole sigillate con antifurto elettronico.
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categoria:economia, marketing
martedì, giugno 28, 2005
I voli low cost, di cui sono profondo tifoso, si stanno trasformando in una esperienza surreale. Sull'ultimo Ryanair di ritorno a Dublino non c'e' piu' neanche la tasca porta oggetti di fronte al tuo sedile. Prima l'avevano bucata. Quattro strisce incrociate a formare una maglia per metterci al massimo una rivista, ma troppo larga per un lettore CD o qualcosa di piu' piccolo. Ora e' sparita anche quella.

Le hostess scandiscono un rituale dai ritmi meccanici. Ogni loro minuto sembra perfettamente allocato in una specifica mansione tesa o a minimizzare i costi o a massimizzare i profitti: passano con un sacchetto di plastica e ti chiedono se hai spazzatura; vendono, oltre ai soliti panini e bibite, hardware, lettori mp3, profumi, abbigliamento, gadgets vari. L'ultimo tentativo e' lasciato al gratta e vinci. Dopo, una rassegna delle offerte che troverai in aeroporto.

Non ci sono pause per il tuo udito. Tutto viene annunciato in almeno due lingue. Forte, perche' non si sa mai che tu stia ascoltando musica dalle tue cuffiette.


Faccio fatica a immaginare che altro potranno inventarsi. Viva i voli low cost. Ma che si stiano creando i presupposti per nuove compagnie middle cost? Ti porto, paghi un po' di piu' ma ti lasciamo un po' in pace?
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categoria:marketing, idee
venerdì, giugno 17, 2005
Il mio capo mi racconto che sul treno tra Londra e Heathrow, ieri, due tipi vestiti da manager in carriera si mettono a parlar bene di un sito web. Bla bla, che figata, bla bla.. come hai detto che si chiama? E l'altro, ad alta voce "BT.COM!!". Poi i tipi sono passati al vagone successivo. E hanno ricominciato la loro arte: fingersi persone normali.

Gia', queste sono le nuove frontiere del marketing. Ti reclutano dei tipi, che truccano da...? Da manager in carriera, da tipi fichi capaci di sedurre l'ignaro sfigato e gli fanno recitare la parte. Il mio capo si e' accorto della finzione. Ma lui "e' del mestiere". E tutti gli altri?

Pensatene quel che volete, ma gia' ti dicevano di non fidarti di nessuno. E adesso...? Magari la tipa che mi fa l'occhiolino nei miei sogni lo fara' davvero la prossima volta che mettero' piede in un locale "cool" per poi dirmi "hai mai provato la nuova red bull? lo sai che e' fantastica?"
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categoria:marketing
venerdì, giugno 17, 2005
Nel web, alcuni grandi portali ad un certo punto cominciarono a chiederti soldi per proteggerti dallo spam, oppure per avere spazio extra. Cose tipo "150 Megabyte per soli 30€ all'anno" (vedi immagine appena presa da libero). Stranamente anche caselle email che usavo poco cominciarono ad essere invase da spam. E loro a dirti: basta spam, passa a bla bla super, extra large, ecc. Poi i simpaticoni di Google si inventano Gmail, 1 Gigabyte, circa 1000 Mega (oggi 2 Giga), che funziona anche meglio di Outlook, programma che dovevi scaricare e installare sul tuo computer. Gmail non solo ti da' lo spazio, ma filtra lo spam con una percentuale di successo altissima. Significa che il loro software, che e' sui loro computer, riconosce lo spam e ve lo mette in una cartella "spam", neanche a dirlo. Se poi un messaggio spam passa il controllo e ti finisce nella tua Inbox, puoi sempre selezionare il messaggio e "segnalare lo spam". E avrai chiuso con il molestatore.

L'alchimia di Google e' stata quella di trasformare un problema in un'opportunita'. Il mio problema era lo spam e lo  spazio. Loro me l'hanno risolto, in cambio di quelle linee di testo a destra, che sono pubblicita'.  Tutti gli altri per risolvermelo mi hanno chiesto dei soldi. Usavano il mio problema come pretesto per chiedermi dei soldi. Google ha fatto un servizio che e' tre passi avanti senza chiedermi soldi. E ora? Succede che Google finira' per ammazzare lo spam. Come?

Col passare del tempo o tutti si adeguano al modello Google o tutti finiscono per avere una casella Gmail. O quasi. Se gli altri non vogliono perdere utenti, sara' bene che imparino, anche se forse gia' lo sapevano fare, a filtrare lo spam. E a darmi piu' spazio. Altrimenti tutti insieme appassionatamente ci ritroveremo con una casella Gmail. E  se un alieno intercettera' qualche scambio di email tra terrestri, pensera' che siamo tutti figli di un certo G. ;)
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categoria:internet, marketing
giovedì, giugno 16, 2005
Suona bene. "Cura del cliente". Qualcuno che si prende cura di te. Che ti tratta bene, perche' dopo tutto sei tu quello che decide, sceglie. E cosi viviamo in un epoca dove il cliente sarebbe padrone. Ne parlano illuninati marketing guru, ne parlano  migliaia di libri sull' argomento e non c'e' azienda che non dichiari di curare i propri clienti.

Eppure, Lunedi o mandato una mail a 3 agenzie viaggi, chiedendo un preventivo bello e chiaro. Ho ricevuto una risposta: le faremo sapere. E io qui aspetto. Le altre due agenzie mi avranno scambiato per uno spammatore. Oppure hanno gia' venduto tutto e sono andati in vacanza anche loro.

Tempo fa ho mandato una email al "customer care" della British Telecom (qui fornisce broadband). Dopo pochi secondi mi arriva la risposta automatica: "abbiamo ricevuto la tua richiesta...", e poi "...non rispondere a questa email..." (scusate se esisto!), "ci faremo sentire entro 48 ore". 20 giorni fa. O 480 ore fa, per stare al loro linguaggio.

Grandi aziende spendono migliaia di euro in software per gestire il "customer care". Poi si dimenticano l'essenza del significato di "customer care": prenditi a cuore il problema del cliente, dall'inizio alla fine. Do you care?

ps. g. sa bene che e' difficile essere gentili e prendersi cura di alcunche' quando ti trattano cosi'. Ma questa e' un'altra storia.
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categoria:marketing
martedì, maggio 31, 2005
Domenica siamo capitati in un'enoteca. Dopo un paio di minuti a cercare una bottiglia di "Canti", un Sangiovese-Merlot siciliano, una signora ci avvina e ci chiede se ci serve aiuto. Chiediamo della bottiglia. Dice che purtroppo non ce l'ha piu'. Chiediamo un consiglio su qualcosa di simile. Ci propone una bottiglia di Santa Cristina. Dice che e' molto buono. Poi aggiunge: "comunque, se volete proprio il Canti, c'e' un negozietto a 2 passi da qui che sicuramente ce l'ha".

Ringraziamo. Usciamo dall'enoteca con la bottiglia di Santa Cristina (non male infatti) e con la certezza che ormai siamo suoi clienti acquisiti. Piccola grande lezione di marketing.
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categoria:marketing
lunedì, maggio 30, 2005
E' il titolo di una delle pagine interne dell'Irish Times di oggi. Incuriosito ho letto la storia di una avventura vissuta da alcuni felici irlandesi che lo scorso week end hanno visitato la citta' eterna.

Immagino si siano molto divertiti e abbiano goduto della rinomata ospitalita' dei romani.

Immagino abbiano potuto stupirsi dalla cordialita' dei tassisti i quali notoriamente si prodigano di far conoscere quante piu' strade possibili ai turisti. Sembra che addirittura ci siano frotte di volontari che chiamano taxi "pirata" che muoino dalla voglia di mostrare la citta' ai turisti.

Immagino abbiano avuto modo di assaporare le fantastiche bottigliette di acqua minerale o coca cola che in qualunque piazza romana i turisti possono acquistare a prezzi che variano dai 3 ai 5 Euri. E' il principio della concorrenza a vantaggio del turista, si capisce.

Immagino questi turisti irlandesi abbiano avuto modo di accomodarsi in un Hotel 3 stelle che solo all'apparenza era una topaia decadente. No, si sa che Roma e' antica e loro avranno avuto modo di apprezzare lo sforzo dei proprietari dell'albergo nel conservare intatta la struttura nei secoli. Sono turisti intelligenti e sanno apprezare il fascino dell'antico e della storia.

Immagino abbiano potuto godere anche di guide volontarie per poche decine di euro all'ora, gladiatori con panze spropositate (si che ormai non si combatte piu' e la cosa li appesantisce), spaghetti alla carbonara a 15 euri sotto un gazebo abusivo con vista strada affumicata dai gas di scarico. Si, i romani prendono di questi rischi per far sentire bene i turisti

Quello che non posso immaginare, perche' fatto vero, riportato sul giornale di oggi e' la sorpresa che gli addetti all'aeroporto hanno riservato ai turisti irlandesi. Perche' Roma e' eterna anche nei fatti. Con il pretesto di uno sciopero i turisti irlandesi hanno avuto modo di rimanere altre 24 ore a Roma. Gratis! Per la precisione a Fiumisiiinou come dicono gli Irlandesi. Una notte nell'aeroporto gratis! Hanno cosi approfittato per fare conoscenza con i baristi dell'aeroporto, almeno finche' i bar sono rimasti aperti.

Incredibili questi italiani. Hanno una generosita' che ti sorprende sempre. Sono sicuro che questi turisti ne parleranno a lungo di questa vacanza, invogliando molti loro conoscenti a partire. Ma per dove?

Arrivederci Roma!
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categoria:economia, marketing, idee
sabato, maggio 21, 2005
Il gommista ha sempre le gomme che fanno al caso tuo. Ti gurada con un' espressione furbetta da sotto al suo cappellino e ti dice "aspetta qua". Poi torna con i pneumatici "giusti". 

"Questi sono una sottomarca della Michelin (o Goodyear, ecc.)". Chissà se il gommista sa che le Michelin (o Goodyear) all' Ipermercato costano meno della sottomarca che ti sta propinando. Chissà poi perché tu continui ad andare dal gommista. Chissà,

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categoria:marketing
giovedì, maggio 19, 2005
Me la manda l'amica Ele. (grazie)

Un giorno, un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un edificio con un  cappello ai suoi piedi ed un cartello recante la scritta: "Sono cieco, aiutatemi per favore".  Un pubblicitario che passeggiava  lì vicino si fermò e notò che aveva solo pochi centesimi nel suo cappello. Si  chinò e versò altre monete, poi, senza chiedere il permesso dell'uomo, prese il  cartello, lo girò e scrisse un'altra frase. Quello stesso pomeriggio il  pubblicitario tornò dal non vedente e notò che il suo cappello era pieno di  monete e banconote. Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo: chiese se non  fosse stato lui ad aver riscritto il suo cartello e cosa avesse scritto. Il  pubblicitario rispose "Niente che non fosse vero - ho solo riscritto il tuo in  maniera diversa", sorrise e andò via.  Il non vedente non seppe mai che sul suo  cartello c'era scritto:  "Oggi è primavera... ed io non la posso vedere".

Per chi sottovaluta la potenza della comunicazione. Per chi a volte dimentica immaginare strade alternative.

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categoria:marketing, idee
mercoledì, maggio 04, 2005
Nell'era di Internet la pubblicita' e' contestuale. I server di Google o Yahoo piazzano la pubblicita' in base a cio' che state cercando o al contenuto della pagina che state leggendo. Per esempio oggi su Repubblica gira un banner dell'esercito italiano. Contestuale.


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categoria:internet, marketing
mercoledì, maggio 04, 2005
Sul volantino e' sempre filante.


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categoria:marketing
venerdì, aprile 29, 2005
I cluster sono un gruppo di persone con gusti simili. Una nicchia, se volete. Questo in termini markettari. Succede che mi sono un po' spaventato. Se avete mai comprato da Amazon, e' possibile che vi compaia una linguetta con su il vostro nome. Nel mio caso "Giovanni's store". Nel vostro "store" ci sono i consgli (recommendations). Clicco e mi chiedono: autore preferito? Scrivo John Fante. Film? The Big Lebowsky. Musica? Porcupine Tree. Le prime cose che mi sono saltate in mente. Ecco che la pagina dei consigli appare. Sotto a ogni proposta, una scala da uno a 5 stelle: dal lo odio al lo amo. Piu' clicchi su quanto ti viene proposto, piu' ti sorprendi. Infatti, presto il computer utilizzando e incrociando le informazioni sui miei gusti sputava suggerimenti che mi allarmavano: altri film dei Coen, ma anche Pulp Fiction, Fight Club, Sideways e Bukowsky e Celine e Palahniuk e i King Crimson, i Mogwai, i Marillion e Peter Gabriel... tutta roba che inffati mi piace.

Un algoritmo nei server di Amazon diventera' cosi' il mio miglior consigliere. Piu' gli dici e piu' lui riesce a consigliarti. Ieri mi sono visto Finding Neverland. Era uno dei film in cima alla lista dei consigli. E sapete cosa? Mi e' proprio piaciuto. Ho riso come un bambino con i bambini del film. E anche se l'ho trovato a tratti un po' forzato e zuccheroso... a un certo punto mi sono ritrovato con l'occhio umido. Siamo tutti unici. Ma simili.

Fate questo esperimento. La prossima volta che passeggiate fermate ad assorvare gruppi di amici. Quelli composti da almeno tre persone, che non siano famiglia. Quindi osservate come sono vestiti. Oppure osservate voi stessi qundo siete con i vostri amici. Clusters.
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categoria:internet, marketing, idee
lunedì, aprile 25, 2005
Sulla confezione di una trappola per topi: Made in China. Imported by C.A.T. Enterprises.
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categoria:marketing